Come prevenire l’osteoporosi in menopausa

Mercoledì, 12 Giugno 2019

Prevenire e trattare l’osteoporosi in menopausa.
È il tema del corso avanzato che si terrà presso il Gemelli Trainning Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma.

 

Ospite d’onore, Michael Gnant del Medical University of Austria, Vienna che illustrerà i risultati di un recente studio sull’utilizzo del farmaco biotecnologico Denosumab per il trattamento dell’osteoporosi nelle pazienti con tumore della mammella in trattamento adiuvante che ha dimostrato non solo l’efficacia per la cura e la prevenzione dell'osteoporosi ma anche la capacità di ridurre l’incidenza di recidive della malattia.
Il corso, si articolerà in 4 sessioni e focalizzerà le migliori strategie di prevenzione ma anche i migliori approcci terapeutici soprattutto per l’osteoporosi nelle pazienti oncologiche. Si evidenzieranno le terapie e le supplementazioni di supporto e i consigli per le abitudini che possono migliorare la qualità della vita di queste pazienti. Un’intera sessione sarà poi dedicata ad illustrare le ultime linee guida sulla diagnosi e gli approcci terapeutici per prevenire e trattare in prima istanza l’osteoporosi.
“È importante – anticipa Paola Villa, Dirigente Medico dell’UOC di Ginecologia, Responsabile dell’ambulatorio di menopausa e osteoporosi, della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Responsabile Scientifico del corso - inquadrare dal punto di vista diagnostico e terapeutico le patologie del metabolismo osseo nel periodo peri e postmenopausale per instaurare una corretta supplementazione vitaminica e proporre i cambiamenti di stile di vita necessari a prevenire la osteoporosi senile. Particolarmente importante in questo periodo – continua Villa - è analizzare i fattori di rischio, ormai standardizzati in algoritmi che consentono il calcolo del rischio di frattura e riconoscere e trattare le pazienti più a rischio, come le pazienti oncologiche, che possono andare incontro a osteoporosi secondarie.”
L’osteoporosi è una malattia metabolica dell’apparato scheletrico in cui la multifattoriale riduzione della densità ossea e il deterioramento della microarchitettura ossea contribuiscono a un aumento della fragilità scheletrica, esponendo i soggetti affetti ad un rischio elevato di frattura. La perdita ossea peri e post-menopausale è asintomatica e pertanto largamente sottostimata. Appartenere al sesso femminile è sicuramente il primo fattore di rischio, per il particolare ruolo degli ormoni femminili nel gestire il metabolismo dell’osso, l’avanzare dell’età predispone alla perdita di massa ossea, il soggetto in possesso di uno o più fattori di rischio avrà maggiori probabilità di andare incontro più precocemente alle conseguenze spiacevoli dell’osteoporosi.
“Le pazienti che possono sviluppare l’osteoporosi precocemente – spiega la ginecologa Paola Villa - sono le pazienti affette da patologie del malassorbimento, pazienti con malattie reumatiche, sempre più pazienti oncologiche sottoposte a trattamenti chemioterapici o adiuvanti, pazienti che non riescono a raggiungere adeguati picchi di massa ossea come quelle che vanno in menopausa precocemente o pazienti con patologie metaboliche che inducono una fragilità ossea indipendente dal riscontro della mineralometria ossea (MOC). In tutte le pazienti in menopausa occorre comunque prevenire una eccessiva perdita di massa ossea in questo periodo. Ecco perché la valutazione dello stato di ipovitaminosi D, cosi frequente nelle nostre popolazioni, comporta la necessità di supplementazione. Anche la vitamina K ha dimostrato efficacia in termini prolattici o di associazione alle terapie antiosteoporotiche. Le terapie della menopausa, con estro-progestinici o con i SERM (modulatori selettivi del recettore estrogenico) o i T-SEC (complesso estrogenico tessuto-selettivo) costituiscono vere e proprie terapie di scelta per l’osteoporosi in questo periodo. Infine, conclude Villa - le abitudini alimentari e l’attività fisica costituiscono armi fondamentali non solo nel prevenire l’osteoporosi ma anche le patologie croniche postmenopausali”.

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Autore

Sperelli

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