Biopsie in 3D per il cancro alla prostata

Giovedì, 08 Maggio 2014

Nuova tecnica diagnostica per abbattere la mortalità

Tumore alla prostata_11359.jpg

Per velocizzare e rendere più efficace la diagnosi di cancro alla prostata sono in arrivo le biopsie in 3D. La novità, presentata nel corso del Congresso dell'Associazione urologi italiani (Auro), servirà a stanare quelle neoplasie deputate all'intervento, scongiurando così operazioni superflue negli altri casi.
Il cancro alla prostata è il più diffuso tra i tumori maschili; colpisce infatti un uomo su 6 superati i 50 anni. Per questo, sottolinea Giario Conti, presidente uscente di Auro e primario della Divisione di urologia dell'ospedale Sant'Anna di Como, “è sempre più importante eseguire diagnosi precise che consentano di trattare il tumore nel modo più corretto. Esistono infatti tumori della prostata con comportamenti molto diversi tra loro: alcuni sono particolarmente aggressivi e necessitano di un trattamento molto tempestivo, ma oggi sono diagnosticati anche molti tumori piccoli e non aggressivi, che potrebbero non svilupparsi clinicamente nell'arco di vita del paziente e quindi non richiedere una terapia curativa specifica".
È d'accordo anche Paolo Puppo, responsabile di Urologia oncologica all'Istituto clinico 
Humanitas di Castellanza (Varese) e direttore del Centro di eccellenza di urologia dell'Asl Imperiese: “nella cura clinica del carcinoma prostatico esiste oggi un eccesso di trattamento. Non tutti i tumori della prostata meritano di essere trattati con chirurgia, radioterapia o ormoni. Il problema è di essere sicuri della diagnosi, in modo tale da individuare con la miglior approssimazione i lupi e separarli dalle pecore". 
Un software viene quindi in soccorso di medici e pazienti per rendere le diagnosi sempre più precise, aumentando l'attendibilità delle biopsie. Questa nuova tecnica acquisisce anche la terza dimensione, segnalando in maniera chiara la zona sospetta al chirurgo che, in tal modo, può concentrarsi su un punto preciso lasciando intatti i tessuti sicuramente sani. La nuova tecnica permette la messa a punto di una sorta di mappa tridimensionale che consentirà la ricostruzione del tumore in tutte le sue specifiche.
"Questi dati, insieme al grado di malignità del tumore, contribuiscono in maniera decisiva a stabilire la categoria di rischio cui il paziente è esposto", spiegano gli specialisti riuniti a Genoa. “Il trattamento sarà pianificato con maggiore efficacia, riducendo anche i possibili effetti collaterali". 
"In altre parole - conclude Puppo - di fronte ad un piccolo tumore a bassa malignità, saremo più tranquilli a proporre come opzione anche la semplice vigile attesa mentre di fronte ad un tumore di 1-2 cm a malignità anche solo intermedia, un trattamento chirurgico o radioterapico si renderà necessario. Non esiste una terapia buona per tutti".
Con le biopsie in 3D si attua quindi un passo avanti decisivo nella diagnosi del carcinoma prostatico, riducendo al minimo gli effetti collaterali.
Leggi altre informazioni
24/09/2012 Andrea Piccoli

Autore

Super User

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito