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Attenzione alla sindrome del piatto vuoto durante le feste

Giovedì, 06 Dicembre 2018

Le feste natalizie si avvicinano e l’incubo di prendere tanti chili in più comincia a popolare il sonno di molti. Uno studio della Hofstra University pubblicato su Appetite fa riflettere su un meccanismo noto a molti, ma finora senza nome, la sindrome del piatto vuoto. Cos’è?

 

In sostanza, la tentazione irrefrenabile di far piazza pulita dell’ultimo dolce, fetta di panettone o rustico salato rimasto sul piatto, anche se ormai si è più che sazi. Quei bocconi finali, secondo i medici americani, giocherebbero un ruolo importante nei processi che conducono all’aumento del peso.
Gli scienziati, guidati da Veronika Ilyuk, hanno effettuato 4 esperimenti scoprendo che una singola porzione di cibo lasciata sul piatto esercitava un desiderio molto più forte di finire rispetto a un piatto ancora pieno o quasi. Il retropensiero alla base del fenomeno è che un’ultima trasgressione non possa cambiare più di tanto le cose ed essere così dannosa.
I cibi più appetibili sono quelli ricchi di grassi, zuccheri o sale. Per questo secondo quanto spiega Lona Sandon, dello University of Texas Southwestern Medical Center, "una strategia è mangiare cibi con meno grassi, zuccheri aggiunti e sale. Raramente si sente dire qualcuno che ha voglia di mangiare una porzione extra di broccoli ma è pieno. Lo farà con la torta al cioccolato".
Secondo Connie Diekman della Washington University di Saint Louis, invece, la cosa migliore è mangiare piano: "Ci vuole tempo per sentirsi sazi e chi mangia veloce perde questa sensazione". Tuttavia, il problema in questo caso non è la sazietà. Per questo, concludono i ricercatori, prima di addentare l’ultima prelibatezza, è meglio fermarsi un attimo e cercare di riflettere in maniera razionale.

 

Autore

Sperelli

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