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Dolore al torace: prima la ricerca su Google, poi il ricovero

Martedì, 04 Dicembre 2018

Una fitta al torace spinge le persone a cercare informazioni su Google. La ricerca su Internet, però, sembra riflettere le variazioni regionali e stagionali nei tassi di ricovero per malattia coronarica (CHD).
A scoprirlo è un team della Mayo Clinic di Rochester guidato da Amir Lerman che ha pubblicato su Jama Cardiology gli esiti della propria analisi.

 

I ricercatori hanno utilizzato Google Trends per capire la frequenza delle ricerche su Internet relative al dolore toracico fra il 2010 e il 2017 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia.
«Abbiamo utilizzato Google Trends per esaminare i modelli in base ai
quali le persone cercano parole chiave come dolore toracico, verificando che tali ricerche coincidono con le aree ad alta prevalenza di malattie cardiache, con le ore del giorno e con le stagioni in cui c'è una maggiore prevalenza di infarto», dice Lerman.
Le ricerche provenivano in prevalenza dalle regioni con i tassi di CHD più alti, e durante i mesi invernali la frequenza di ricerche sulla precordialgia è triplicata nei tre paesi rispetto al periodo estivo, con un aumento del 100% durante le ore di picco, comprese tra le 6:00 e le 8:00 ora locale.
«Da questi dati emerge che una delle prime cose che fanno le persone con dolore al petto è di consultare Google per capire meglio i loro sintomi», dice Lerman, che conclude: «Da un lato la ricerca sul web può essere un'opportunità di approfondimento, ma dall'altro motivo di ritardo nel cercare assistenza medica. Per questo sarebbe opportuno che le società scientifiche e la comunità medica collaborassero con i motori di ricerca per indirizzare le persone con precordialgia verso l'assistenza migliore per loro».

Autore

Sperelli

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