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Ipoacusia: controlli audiometrici per “sentirsi” meglio

Mercoledì, 15 Maggio 2019

Alla Milano Taking Care test audiometrici gratuiti per il pubblico

 

280 Milioni di persone nel mondo, soffrono di problemi d’udito ed in particolare in Italia sono circa 8 milioni. (Fonte OMS). L’ipoacusia è una patologia subdola che già dai 50 anni di età può iniziare ad insorgere   seppur senza  generalmente causare grossi problemi che invece arrivano se trascurata dopo qualche anno intorno ai  60-65 anni.

Dipende dall’età, ma non solo…

Oltre all’ipoacusia (calo dell’udito) legata all’età, che è detta presbiacusia, esistono altri fattori di rischio che possono contribuire a tale patologia. Quelli più significativi sono i fattori ereditari, ma anche il fumo, l’abuso di determinati farmaci, l’ipertensione e l’aterosclerosi. Un’ulteriore causa è stata individuata nell’esposizione al rumore intenso, soprattutto qualora si sia protratta nel tempo, quindi ad esempio negli ambienti lavorativi non protetti, discoteche o anche l’utilizzo prolungato delle normali cuffiette per ascoltare la musica.

Visita otorinolaringoiatrica e diagnosi

Quali sono quindi oltre l’avanzare dell’età i segnali d’allarme che dovrebbero spingere a controllare almeno una volta all’anno la propria capacità uditiva? “Il campanello d’allarme classico è la presa di coscienza che, in varie circostanze, ma soprattutto negli ambienti rumorosi come ad esempio al ristorante si costringa amici o familiari a ripetere alcune parole oppure interi concetti, proprio perché se si sente meno si capisce ancora meno. Ne consegue un peggioramento della qualità di vita di relazione e della comunicazione che oggi più che mai non possiamo permetterci”. Insieme alla visita otorinolaringoiatrica, per diagnosticare un’eventuale ipoacusia ma soprattutto per capirne i motivi dell’insorgenza è necessario sottoporsi anche a un esame audiometrico tonale e a un test audiometrico vocale che ne definiranno l’entità. Dopo questo iter, lo specialista indirizza il paziente ad un audioprotesista, specialista in grado di individuare e consigliare la migliore soluzione acustica. 

L’audioprotesista consiglia la migliore soluzione acustica e segue il paziente nell’iter di riabilitazione della funzione uditiva

Uno dei primi compiti a cui l’audioprotesista deve assolvere è la valutazione, attraverso una serie di test specialistici, della potenziale resa che può offrire una corretta protesizzazione acustica. A questo punto, a seguito di un’attenta analisi e condivisione degli obiettivi da raggiungere, suggerisce la migliore soluzione per il paziente.

Individuare la soluzione acustica più indicata in base al caso specifico è importante, quindi svolgere un'indagine conoscitiva per valutare eventuali difficoltà di gestione dell'apparecchio acustico, per esempio la manualità del paziente”, precisa il dottor Viviano Bertoni audioprotesista  e partner del brand Signia, leader nella produzione e nella distribuzione di apparecchi acustici.

Nel corso della prima fase dell'utilizzo dell’apparecchio acustico è fondamentale quindi affidarsi all’audioprotesista capace di gestire l'amplificazione ottimale per ogni paziente affinché possa trarre un vantaggio immediato per ciò che riguarda il miglioramento acustico, e allo stesso tempo non si abbiano fastidiosi effetti indesiderati. “

In Italia occorre lavorare molto sul fronte prevenzione

 In Italia il 97% delle persone dichiara che indossare apparecchi acustici  ha migliorato  la qualità della propria vita  ed il 72% asserisce che “col senno di poi” li avrebbe dovuti utilizzare prima.

Ma ancora oggi il 70% delle persone affette da perdite uditive non è trattata

Questo il dato più allarmante che fa luce su un problema sul quale in Italia occorre riflettere e agire in tempi rapidi. A sottolinearlo - è Barbara Zancan,  CEO di Sivantos Italia,  azienda multinazionale,  pioniera  delle soluzioni per l’udito, che con il  brand Signia, nel 2018 ha presentato  un prodotto destinato a rivoluzionare l’immagine degli apparecchi acustici coniugando design, high tech ed eleganza. “La prevenzione –sostiene Barbara Zancan- va fatta a partire dai 50 anni, perché la persona, che non sente, si isola rinunciando alla socialità”. Molti gli studi che indicano un aggravamento della demenza e delle capacità cognitive in relazione all’ipoacusia. Il vero tema oggi è aumentare informazione e sensibilizzazione- conclude la numero uno di Signia- per questo abbracciamo con entusiasmo iniziative come Milano Taking Care, la due giorni dedicata alla salute e alla prevenzione in programma il 18 e 19 maggio al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove all’interno del Medical Village i nostri audioprotesisti saranno a disposizione dei presenti per spiegare e dimostrare loro quanto sia importante e semplice sottoporsi a controlli audiometrici che verranno effettuati gratuitamente durante la manifestazione”.

(Barbara Zancan Ceo di Sivantos Italia)

 

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