Diabete. I dolcificanti non aiutano, anzi

Lunedì, 18 Settembre 2017

Sembra un paradosso, ma l’uso dei dolcificanti sarebbe associato a un maggior rischio di insorgenza del diabete. A sostenerlo è uno studio dell’Università di Adelaide presentato nel corso dell’ultimo congresso europeo dell’Easd, la Società europea per lo studio del diabete.

Secondo Robert Young, il coordinatore della ricerca, i dolcificanti finiscono con il modificare la risposta del nostro organismo al glucosio.

 

 

 

Lo studio ha coinvolto 40 soggetti in salute, 20 dei quali hanno consumato circa 92 mg di sucralosio e 53 mg di acesulfame-K in compresse. Le pillole sono state assunte per 3 volte al giorno prima dei pasti, per le 2 settimane di durata dello studio.

Gli altri 20 soggetti hanno costituito il gruppo di controllo, consumando placebo.

Terminate le due settimane dello studio, i volontari sono stati sottoposti a una serie di esami per verificare il livello della glicemia, l’assorbimento del glucosio, l’insulina e gli ormoni intestinali. Stando ai dati, in sole 2 settimane la risposta dell’organismo al glucosio era già aumentata.

L’aumento della risposta riguardava sia l’assorbimento del glucosio sia i livelli della glicemia, mentre il peptide intestinale GLP-1, la cui funzione è di limitare l’aumento della glicemia post-prandiale, si mostrava ridotto. Tutte modifiche non presenti nei soggetti che avevano ricevuto placebo.

«Lo studio supporta il concetto che i dolcificanti artificiali hanno un effetto deleterio sul controllo dei livelli di glicemia ed evidenzia come la possibilità di altissime escursioni di glicemia post-prandiale nei forti consumatori abituali di Nas potrebbe predisporli a sviluppare il diabete di tipo 2».

Autore

Sperelli

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