Diabete, un terzo dei pazienti rifiuta le cure

Venerdì, 29 Settembre 2017

Sembra incredibile, ma il 30 per cento circa dei pazienti colpiti da diabete di tipo 2 rifiuta o procastina le cure a base di insulina nonostante il parere dei medici. A rivelarlo è uno studio apparso su Diabetes Medicine e firmato da ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston.

I ricercatori hanno analizzato le cartelle elettroniche dell’ospedale che si riferivano a ricoveri avvenuti fra il 2000 e il 2014. Su 3300 pazienti esaminati, quasi un terzo ha rifiutato l’assunzione di insulina, ritardando in media di 2 anni l’inizio delle cure, il che ha portato a un innalzamento esponenziale dei valori glicemici.

 

 

 

Enzo Bonora, direttore della Endocrinologia e Diabetologia della Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, spiega: «Il fenomeno è ben noto, e si applica anche da noi, giusto ieri in ambulatorio ho avuto un paziente che ha rifiutato l'insulina. Questa terapia non è amata dal paziente per diversi motivi: le iniezioni quotidiane non sono bene accette, inoltre aumenta il numero di volte in cui si controlla la glicemia pungendosi il dito, altra operazione sgradita. Inoltre aumenta il rischio di ipoglicemia. Questa è la realtà, a cui si aggiunge una leggenda metropolitana, che vuole che l'inizio dell'insulina segni il passaggio a una gravità maggiore della malattia che si concretizza con complicanze più severe. La gente si mette in difesa perchè pensa che l'insulina sia la causa delle complicanze, non un modo per prevenirle».

In Italia, un quarto dei pazienti è in cura con l’insulina, ma la ricerca farmacologica sta mettendo nuove molecole, come ricorda Bonora: «Abbiamo anche molte alternative con nuovi farmaci che ne allontanano l'uso. In Italia tutti i pazienti con malattia avanzata sono seguiti dalle diabetologie, non dal medico di base come in altri paesi. Questo permette di instaurare un rapporto che rende più agevole far accettare la terapia insulinica, che comunque in prima battuta viene rifiutata da anche più di un terzo dei pazienti».

Autore

Sperelli

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito