Diabete, insuline basali a confronto

Martedì, 10 Luglio 2018

Gli analoghi dell’insulina basale sono davvero superiori rispetto all’insulina Nph (insulina umana neutra protamina Hagedorn)? Se lo sono chiesto i ricercatori della Yale University School of Medicine di New Haven guidati da Kasia J. Lipska, che spiega sulle pagine di Jama: «Abbiamo realizzato questo studio perché ci sono domande persistenti sul fatto che gli analoghi dell'insulina basale siano realmente superiori per la gestione del Dm2», ha detto. «Nel Dm2 gli studi clinici randomizzati che confrontano l'insulina Nph rispetto all'insulina glargine o detemir hanno mostrato pochi benefici in termini di risultati. Nonostante questi relativamente piccoli benefici degli analoghi dell'insulina, questi ultimi sono diventati le insuline predefinite da usare nei pazienti con Dm2. Questo non sarebbe necessariamente un problema se non fosse per il fatto che sono così costose».

 

Il team americano ha realizzato uno studio osservazionale retrospettivo servendosi dei dati di Kaiser Permanente della California settentrionale dal 1° gennaio 2006 al 30 settembre 2015 su più di 25mila pazienti con Dm2 scarsamente controllato (HbA1c medio 9,4% al basale) che hanno iniziato una terapia con un analogo dell'insulina a lunga durata d'azione (glargine o detemir; n = 1.928) rispetto a quelli che hanno iniziato l'insulina Nph (n = 23.561).
L’età media era di 60 anni. L'outcome primario era il tempo a una visita al pronto soccorso (PS) correlata a ipoglicemia e l'outcome secondario era un cambiamento di HbA1c entro 1 anno dall'inizio dell'insulina.
Il tasso generale di visite al pronto soccorso o di ospedalizzazioni legate all'ipoglicemia è risultato basso. Nel corso del follow up medio di 1,7 anni, le visite in pronto soccorso o i ricoveri sono stati 39 fra i 1928 pazienti che hanno assunto analoghi dell’insulina, per un totale di 11,9 eventi su 1000 persone ogni anno.
Fra i 23.561 soggetti che hanno assunto invece insulina Nph si sono registrati 354 ricoveri o visite per ipoglicemia per un totale di 8,8 eventi su 1000 persone ogni anno.
I pazienti che hanno iniziato l'insulina Nph hanno manifestato una riduzione di HbA1c leggermente più grande dopo 1 anno rispetto a quelli che assumevano analoghi basali. Entro 1 anno dall'inizio dell'insulina, l'HbA1c è diminuita dal 9,4% all'8,2% con analoghi dell'insulina e dal 9,4% al 7,9% dopo l'inizio della terapia con insulina Nph. «Non abbiamo riscontrato differenze nei tassi di ipoglicemia grave con l'uso di Nph rispetto agli analoghi né differenze clinicamente significative in termini di controllo glicemico. Vi è stata in realtà una maggiore caduta di HbA1c con l'uso di Nph rispetto all'analogo dell'insulina - che era a favore dell'Nph e statisticamente significativa, ma in termini di effetto clinico era piccola», ha detto Lipska. «L'insulina umana può essere un'alternativa appropriata ai più costosi analoghi dell'insulina per alcune persone con Dm2».
In questo contesto vanno segnalati anche i risultati Confirm sull’efficacia dell’insulina degludec rispetto a glargine 300 U. I risultati dimostrano che dopo 6 mesi i pazienti in trattamento con degludec avevano un valore di HbA1c molto più basso rispetto a quelli trattati con glargine 300 U.
Stando ai dati, degludec riduce del 30% gli episodi di ipoglicemia rispetto a glargine 300 U. Peraltro, chi assumeva degludec mostrava anche una maggiore aderenza alla terapia.
«L'ipoglicemia è fonte di grande preoccupazione per le persone con diabete che stanno iniziando la terapia insulinica, in particolare nel periodo iniziale di aggiustamento della dose», ha commentato Alice Cheng, docente di Endocrinologia all'Università di Toronto e ricercatore principale dello studio. «L'esperienza dell'ipoglicemia, in particolare in questo periodo iniziale di trattamento, può ridurre la fiducia di pazienti e medici, portando a uno scarso controllo glicemico nel medio termine o, addirittura, a una sospensione del trattamento».
L’incidenza dell’ipoglicemia in qualsiasi momento della giornata è risultata comparabile fra insulina glargine 300 U/ml e insulina degludec.

Autore

Sperelli

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