Le 5 infezioni estive più pericolose

Mercoledì, 08 Agosto 2018

D’estate aumentano i rischi di incappare in una pericolosa infezione dovuta al morso o al graffio di qualche animale. Soprattutto per chi viaggia in paesi esotici e lontani, il pericolo diventa concreto. A lanciare l’allarme è WAidid, l’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, che sottolinea in particolare la pericolosità di 5 infezioni.

 

1) Rabbia. È diffusa in tutto il mondo ed è causa di morte per oltre 55mila persone ogni anno, soprattutto in Africa e in Asia. "Se pur in Italia gli ultimi casi di rabbia endemica sono stati segnalati nel 2011, in caso di morso da parte di animali selvatici, cani randagi o pipistrelli", sottolinea Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all'Università degli Studi di Perugia e presidente di WAidid, "lavare le ferite con acqua e sapone, rimuovere eventuali materiali estranei, usare comuni disinfettanti e recarsi sempre al centro medico più vicino per valutare la necessità di profilassi anti-rabbica".
2) Tetano. L’infezione è causata da un batterio presente nell’intestino di mucche, pecore e capre. I sintomi sono dolori muscolari, febbre, tachicardia, sudorazione. La cura è a base di immunoglobuline umane antitetaniche, non dimenticando un’accurata pulizia della ferita infetta. Per fortuna esiste un vaccino, che necessita di un richiamo ogni 10 anni.
3) La malattia del graffio. Il protagonista è un parassita trasmesso all’uomo dalle pulci del gatto che causa l’ingrossamento dei linfonodi. Dopo qualche giorno compare una lesione cutanea pustolosa e vescicolosa che persiste anche per settimane, guarendo alla fine senza lasciare cicatrici. La terapia è a base di macrolidi.
4) Tigna. Si tratta di una micosi cutanea provocata da funghi che colpisce gli animali domestici e l’uomo su capelli, unghie e pelle. Il trattamento si basa sull’impiego di antimicotici topici.
5) Scabbia. Anche definita rogna, la scabbia è molto contagiosa ed è causata dagli acari, che scavano microscopiche gallerie nella pelle dell’uomo e di animali domestici. Il sintomo più frequente è un forte prurito con formazione di croste e vescicole. Si utilizza una crema a base di benzoato di benzile per debellare gli acari e distruggerne le uova. Importante anche il lavaggio di vestiti e lenzuola a 90 gradi.

Autore

Sperelli

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