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Cheratosi attinica, il più frequente tumore non melanoma della pelle

Mercoledì, 13 Giugno 2018

La cheratosi attinica, detta anche cheratosi solare o cheratosi senile, è una neoformazione pre-cancerosa, classificata dal Ministero della Salute tra i tumori della pelle, e per tale motivo il suo monitoraggio e trattamento sono sempre consigliati.
Ne è colpita la popolazione prevalentemente maschile (34,3%) rispetto a quella femminile (20%) e oltre il 60% dei carcinomi squamocellulari, (detti anche spinocellulari o spinaliomi), tumori invasivi della cute, risultano derivare da cheratosi attiniche. Riconoscere questa malattia e intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire l’insorgenza di tumori invasivi della pelle.

 

 

«Le cheratosi attiniche, spiega Ketty Peris, Direttore dell'Istituto di Dermatologia Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma, si presentano generalmente come macchie di colore rosa-rosso o lesioni della pelle ricoperte da squame o croste ruvide al tatto di colore bruno-rossastro che possono provocare prurito o bruciore oppure essere del tutto asintomatiche. In genere, ciascuna lesione può raggiugere le dimensioni di 1-2,5 cm di diametro e si manifesta nelle aree del corpo più frequentemente esposte al sole, quali viso, cuoio capelluto, dorso delle mani, avambracci, spalle, decolté. L’esposizione solare rappresenta proprio uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di cheratosi attiniche, oltre all’età avanzata, il sesso maschile, la carnagione chiara e tutte le condizioni di immunodepressione. Questa malattia, seppur molto comune, non è da sottovalutare in quanto risulta essere un marker del rischio di sviluppare forme tumorali invasive quali i carcinomi squamocellulari (detti anche spinocellulari o spinaliomi), più frequenti nei casi di lesioni multiple. L’alta incidenza della cheratosi attinica e il rischio di progressione in forme tumorali invasive rende necessario, oltre alla prevenzione, mediante soprattutto l’utilizzo di idonee protezioni solari per evitare l’insorgenza della malattia, il trattamento tempestivo delle lesioni per evitarne la progressione».
Per aiutare le persone a conoscere meglio questa malattia, e rivolgersi ad un dermatologo, è nato un nuovo portale informativo: www.lacheratosiattinica.it, con il supporto non condizionato di Galderma. Oltre alle informazioni generali sulla malattia, sul sito è possibile trovare indicazioni circa i trattamenti e le diverse terapie utilizzate.
«Le terapie e i trattamenti per combattere le cheratosi attiniche, illustra Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST, si differenziano per efficacia, effetti collaterali, tollerabilità, esito cicatriziale/estetico della cute trattata, area massima trattabile e durata complessiva della terapia. Ci sono trattamenti volti ad eliminare le singole lesioni, quali procedure ablative che distruggono il tessuto come la crioterapia con azoto liquido, la laserterapia o la rimozione chirurgica, indicata per lesioni più spesse o quando è necessaria la conferma istologica per escludere un carcinoma squamocellulare.. In genere, si è però maggiormente a favore dei trattamenti che consentono di trattare non solo la singola lesione ma anche la cute circostante, ossia il campo di cancerizzazione, in quanto permettono di trattare anche lesioni non evidenti prevenendo così l’insorgenza di nuove lesioni o di recidive. Queste terapie sono generalmente delle creme o gel con diversi principi attivi che possono essere applicate direttamente sull’area della cute interessata. Esiste anche un farmaco topico, il cui principio attivo è in grado di distruggere le cellule tumorali solo dopo che è stato attivato grazie ad una fonte luminosa che può essere una lampade a raggi rossi (terapia fotodinamica convenzionale) o la luce solare (terapia fotodinamica in daylight)».

Autore

Sperelli

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