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Tumore allo stomaco: fattore di rischio più importante è l’infezione da Helicobacter pylori

Mercoledì, 04 Febbraio 2015

In Italia 69.225 persone (37.952 maschi e 31.273 femmine) hanno avuto nel corso della vita una diagnosi di tumore dello stomaco, 136 persone (152 maschi e 121 femmine) per 100.000 abitanti. Lo rende noto Renato Cannizzaro direttore della Gastroenterologia Oncologica del CRO di Aviano e presidente FISMAD  (Federazione Italiana Società Malattie Apparato Digerente) secondo il quale «il fattore di rischio più importante è l’infezione da Helicobacter pylori,

soprattutto per il cancro gastrico distale. Fattori dell’ospite (sesso maschile, fumo, storia familiare) e ambientali modulano gli effetti dell’infezione nel determinarne l’esito, con possibili meccanismi interattivi e conseguenti concentrazioni del rischio. Alti consumi di verdura e frutta – osserva ancora Cannizzaro – diminuiscono il rischio di tumore dello stomaco, cibi salati, affumicati o mal conservati sono associati a un aumento del rischio». Interessanti prospettive di prevenzione prevedono il controllo dell’infezione con mezzi indiretti (miglioramento delle condizioni sanitarie e igieniche generali e degli standard di vita) o con interventi diretti (immunizzazione o terapia di eradicazione). Anche alcune correzioni alimentari (aumento dei consumi di vegetali e la riduzione del consumo di cibi salati e affumicati) costituiscono uno strumento preventivo potenzialmente importante."

PREVENZIONE SECONDARIA E DIAGNOSI PRECOCE. Prevenzione secondaria e diagnosi precoce possono essere condotte sottoponendo i pazienti ad alto rischio per cancro gastrico – familiari, soggetti con gastrite cronica atrofico-metaplastica diffusa, con adenomi gastrici e ulcera gastrica – ad adeguato programma di screening per l’individuazione delle lesioni preneoplastiche. «Un appropriato campionamento bioptico della mucosa gastrica durante l’endoscopia – aggiunge Vincenzo Canzonieri, responsabile dell’Anatomia Patologica del CROè fondamentale per la diagnosi delle condizioni e delle lesioni precancerose dello stomaco. Nei pazienti con displasia, che può essere endoscopicamente visibile come una lesione rilevata o depressa, ma anche piatta e non visibile all’esame endoscopico, vi è indicazione a un più stretto follow-up endoscopico. L’Early Gastric Cancer (EGC) è definito come qualsiasi adenocarcinoma invasivo confinato alla mucosa (m) o alla sottomucosa (sm) indipendentemente dalla presenza o meno di metastasi linfonodali (ML). Queste neoplasie sono caratterizzate da migliore prognosi (90% di sopravvivenza a 5 anni) rispetto al cancro gastrico avanzato (35% di sopravvivenza a 5 anni). Nello screening e nella diagnosi precoce mirata ad individuare la displasia e l’ECG, la ricerca transazionale può permettere una caratterizzazione clinico-patologica, immunologica, genetica e proteomica dei pazienti per una valutazione prognostica più accurata».

LA BIOBANCA DEL CRO. Proprio per questo all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano «la conservazione in Biobanche di materiale bioptico gastrico e di sangue periferico – spiega ancora Cannizzaro – diventa un punto essenziale nello studio della patologia gastrica neoplastica. A tutt’oggi nessun marcatore molecolare si è dimostrato, da solo, in grado di dare chiare e definitive indicazioni per una diagnosi predittiva e realmente precoce del cancro gastrico. È necessario pertanto associarne diversi che identifichino un processo biologico fondamentale nella progressione verso il cancro gastrico e al fine di premettere una diagnosi precoce e influenzare la sopravvivenza dei pazienti con cancro gastrico».

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