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Reflusso, la dieta ha gli stessi effetti dei farmaci

Giovedì, 21 Settembre 2017

Non c’è bisogno di assumere gli ormai famosi inibitori di pompa protonica (Ppi) per la cura del reflusso laringofaringeo. Lo dice uno studio retrospettivo apparso su Jama

Otolaryngology-Head & Neck Surgery e firmato da Craig Zalvan del New York Medical College di Valhalla.

Lo studio ha preso in esame due gruppi di pazienti con diagnosi di reflusso laringofaringeo seguiti dal 2010 al 2015. 85 di loro hanno assunto gli inibitori di pompa protonica mentre altri 99 hanno seguito una dieta di tipo mediterraneo, consumando acqua alcalina.

 

 

 

 

 

Trascorse 6 settimane dall’inizio, il 63% dei soggetti che seguivano la dieta e il 54 per cento di quelli in cura con i Ppi mostravano un miglioramento delle proprie condizioni, con conseguente riduzione dei sintomi da reflusso rispettivamente del 40 e del 27 per cento.

«L'approccio terapeutico basato sulla dieta a base vegetale con acqua alcalina non solo migliora in modo efficace i sintomi, ma potrebbe ridurre sia i costi sia gli effetti

negativi dell'intervento farmacologico oltre a offrire i noti benefici associati a un sano stile di vita», concludono gli autori.

Robert Kavitt, docente presso l’Università di Chicago, commenta: «Molti pazienti sono sempre più titubanti a iniziare o continuare a tempo indefinito la terapia farmacologica con Ppi e, se confermati da studi prospettici, questi risultati suggeriscono possibili modifiche nei futuri paradigmi di trattamento del reflusso laringofaringeo. Resta da valutare se le modifiche alimentari vegetali e l'acqua alcalina avranno il potenziale di ridurre i costi sanitari dalle patologia da reflusso rispetto ai Ppi, e anche in questo caso alla domanda risponderanno ricerche future».

Autore

Sperelli

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