Iponatriemia legata a deterioramento cognitivo

Martedì, 20 Febbraio 2018

L’iponatriemia, ovvero il livello troppo basso di sodio nel sangue, è fenomeno legato al deterioramento cognitivo e al declino della funzione cognitiva.
A dichiararlo è uno studio apparso sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology a firma di Kristen Nowak, che spiega: «L'iponatriemia si verifica quando il livello di sodio nel sangue scende al di sotto di 135 mmol/L. Un disturbo lieve di questo tipo veniva una volta ritenuto asintomatico, ma studi recenti suggeriscono che potrebbe essere associato a maggiori rischi di deficit di attenzione, disturbi dell'andatura, cadute, eventi cardiovascolari e persino morte
prematura. L'iponatriemia severa è invece stata collegata a menomazioni cognitive e a disturbi neurologici, ma l'associazione tra diversi valori di sodio nel sangue e la funzione cognitiva negli anziani erano incerti»-
 


 
I ricercatori dello University of Colorado Anschutz Medical Campus hanno analizzato i dati relativi a 5.435 uomini con più di 65 anni, asintomatici, che vivevano in comunità e sono stati seguiti per una media di 4,6 anni.
100 uomini avevano valori indicativi di iponatriemia, e valori di sodio leggermente più bassi nel sangue erano correlati a deterioramento cognitivo e a declino della funzione cognitiva nel tempo.  
Rispetto agli uomini con livelli di sodio di 141-142 mmol/L, gli uomini con livelli di 126-140 mmol/L avevano il 30% in più di probabilità di presentare un deficit cognitivo al basale e il 37% in più di probabilità di sperimentare un declino cognitivo col tempo.
Era anche evidente un’associazione fra alti valori di sodio (143-153 mmol/L) e declino cognitivo nel tempo.  
«Valori di sodio nel sangue leggermente più bassi rischiano di non essere notati nella pratica clinica, ma poiché sia lievi variazioni dei valori di sodio sia lievi cambiamenti della funzione cognitiva sono eventi comuni con l'avanzare dell'età, la ricerca futura su questo argomento è importante, anche al fine di determinare se correggere i livelli di sodio possa avere un effetto sulla cognizione», concludono gli autori.

Autore

Sperelli

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