Bastano 5 giorni di poco sonno per far danni al cervello

Lunedì, 09 Aprile 2018

Al di là del buonumore che mette, per noi popoli europei, uscire di casa o dal lavoro alle 9 di sera e vedere ancora i raggi del sole, lo spostamento in avanti delle lancette è stato adottato fondamentalmente per risparmiare energia.  
L’idea originaria appartiene a Benjamin Franklin, scienziato, tra i Padri fondatori degli Stati Uniti che nel 1784 la pubblicò sul Journal de Paris con l’obiettivo di tagliare la spesa per le candele.  
Un sistema che mira a concedere ai cittadini più ore possibili di luce naturale, fino al prossimo 28 ottobre. L’inverno cede il passo alla primavera e la mente corre al pensiero della bella stagione. Tuttavia, il repentino spostamento delle lancette dell'orologio, sia pure solo di un'ora in avanti, influisce sui ritmi circadiani e sulla fisiologia del sonno, con il rischio di abbassare il livello di melatonina del corpo (quello che ci dice quando andare a dormire) e renderci meno attivi durante la giornata. Una sorta di "pigrizia" che avrebbe delle ripercussioni sulla nostra quotidianità, quando siamo al lavoro o quando studiamo.
 
 
 
 
 
Cosa dice la ricerca pubblicata sulla rivista Sleep? Lo studio condotto dalla University of Wisconsin-Madison e dall'Università Politecnica delle Marche mostra, che, dagli esperimenti realizzati finora, la guaina protettiva che isola i nervi, la mielina, si potrebbe assottigliare in 5 giorni di carenza di sonno. Bastano quindi pochi giorni di sano riposo per lasciare "segni" sul cervello e danni strutturali a carico delle fibre nervose.
Come fare allora per conciliare salute e risparmio energetico? Va sottolineato che il ritmo circadiano che regola il ciclo sonno-veglia e molti parametri vitali che hanno andamento periodico, come: fame, rigenerazione cellulare e temperatura corporea, possono in questo periodo subire cambiamenti minimi dei ritmi quotidiani e causare stress generando stanchezza, sonnolenza diurna, emicrania, perdita dell'appetito, riduzione dell'attenzione e alterazione dell'umore. Attenzione allo stress! Le principali cause di nervosismo, irritabilità e malumore diffuso, sono conseguenze che influiscono non solo sul singolo ma anche sulle persone vicine, famigliari e colleghi. L'effetto dello spostamento in avanti delle lancette si farebbe sentire nei sette giorni successivi.
Oggi si dorme sempre di meno, tanto che sono almeno 9 milioni gli italiani con insonnia cronica. Eppure il sonno è fondamentale per scongiurare varie malattie ed anche pesanti conseguenze sociali, come per esempio gli incidenti stradali. A seguito della recente celebrazione della Giornata Mondiale del Sonno, è stato rilevato che, negli ultimi 50 anni, si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre più in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia, oltre il 45% della popolazione. Una riduzione di sonno cronica contribuisce ad obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione ed è tra le cause di disturbi quali infarto e ictus. Nei bambini la carenza di sonno è anche responsabile di deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.
“Mantenere un buono stato di vita e un'alimentazione corretta servono per prevenire i disagi del sonno legati al cambio d’orario o al cambio di stagione.” – Spiega la dott.ssa Camilla Pizzoni, Direttore Tecnico dell’Osservatorio PoolPharma Research – “Evitare l’utilizzo dello smartphone prima di addormentarsi è fondamentale perché, a causa della luce blu emanata dai dispositivi elettronici, non solo è causa di insonnia e malessere, ma può anche danneggiare la rielaborazione notturna della memoria. Al mattino è preferibile fare un’abbondante colazione con frutta e verdura. Mai abbuffarsi di carboidrati e dolci poichè porterebbe solo a cali degli zuccheri più frequenti. Nelle ore serali evitare di assumere alimenti che richiedono tempi di digestione molto lunghi come cibi ricchi di grassi oppure cibi in scatola o superalcolici e tutti gli alimenti eccitanti. Resistere al pisolino nella prima settimana dopo l’introduzione dell'ora legale perché una dormitina pomeridiana altererebbe il ciclo naturale del sonno. Fare una passeggiata anche solo intorno al luogo di lavoro in pausa pranzo o salire e scendere le scale.  
Questo potrebbe essere il vademecum per aumentare l'energia dell’organismo durante il giorno. “Educare” quindi le fasi del sonno e riorganizzare le proprie abitudini in modo da non dormire meno di 7 ore a notte, come raccomandato anche dalla “National Sleep Foundation”, ricorda la dott.ssa Pizzoni.

Autore

Sperelli

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