Un viaggio dentro l’Alzheimer

Mercoledì, 09 Maggio 2018

Partire per un viaggio verso il disorientamento, la confusione e il disagio. Per capire davvero cosa sente e prova un malato di Alzheimer. È l’idea alla base di Alzheimer Lab, primo laboratorio sulla malattia che tenta di far vedere la realtà circostante attraverso gli occhi del paziente.
 
 
 
Il progetto prenderà corpo a partire dal 10 maggio a Brescia, presso la Residenza Vittoria di Korian Italia.
"Abbiamo pensato di realizzare una mostra che portasse il visitatore a riflettere sulla malattia dal punto di vista del paziente, facendo vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Ovviamente – spiega Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia, che ha preso parte alla realizzazione del progetto - si tratta di un'interpretazione, di una costruzione ipotetica: non ci sono infatti ad oggi strumenti o metodi d'indagine che ci rivelino esattamente ciò che un paziente affetto da Alzheimer pensa, vede o sente, ma abbiamo cercato di fornire al pubblico un'idea della percezione del malato attraverso quanto medici e caregiver possono dedurre relazionandosi con chi è affetto da questa malattia".
Nella stanza dei suoni, i visitatori ascolteranno una serie di voci che esprimono il senso di disorientamento e lo stato confusionale del paziente. Nella stanza della proiezione, invece, una voce narrante racconterà la preoccupazione di un malato che ha appena ricevuto la diagnosi di Alzheimer. Infine, i visitatori potranno assistere al cortometraggio Non temere (2016) di Marco Calvise, che racconta la giornata di un malato di Alzheimer che si trova a uno stadio avanzato della malattia.
Una seconda parte dell’esposizione è dedicata invece a tutti i caregiver, ovvero familiari, medici e operatori sanitari che si prendono cura del paziente. L’obiettivo è di migliorare la qualità di vita del malato venendo incontro alle sue esigenze.
"Proponiamo come ripensare gli spazi vissuti dal malato, ad esempio la camera da letto, il bagno, il soggiorno, per favorire quanto più possibile la sua percezione. È bene ad esempio prestare attenzione ai colori delle pareti e delle porte, cercando di renderle cromaticamente differenti per facilitarne il riconoscimento. Stessa cosa per i sanitari e per gli arredi. Insomma i colori e la giusta luminosità sono fondamentali per far distinguere al paziente i suoi percorsi dentro casa o dentro la struttura assistenziale".
Anche i suoni sono importanti, come precisa ancora Trabucchi: "Di fronte a un tono di voce che non conosce o a un ambiente rumoroso, il malato si irrita. Anche il suono, e con esso quindi il modo di rivolgerci a lui, è importantissimo: dobbiamo ricordare che il malato, nel tempo, ha difficoltà a incasellare le informazioni che assorbe dal mondo esterno. Ecco perché rivolgersi a lui con toni calmi e tenui può evitare di ripercuotersi in modo negativo sul suo stato emozionale".  
Un errore da evitare è parlare con altri del paziente quando lo stesso è presente nella stanza, dando per scontato che non capisca.  
"Anche nelle fasi più avanzate, l’Alzheimer non cancella la vita: la comprensione del tono di voce, se parliamo in modo positivo o negativo del malato, rimane nel paziente".

Autore

Sperelli

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito