Mal di testa, il ruolo dei neuropeptidi

Venerdì, 24 Maggio 2019

Roberto De Simone, Responsabile del Centro Cefalee dell’Università Federico II di Napoli, svela il vero motivo neurofisiologico della sorprendente efficacia del semplice trattamento da lui messo a punto nel 2015 e che può liberare dal mal di testa pazienti in cui anni di precedenti terapie di ogni tipo avevano fallito.


De Simone ha capito perché funziona da uno studio pubblicato sulla rivista Neuropetides da altri colleghi partenopei e spagnoli che hanno visto come la maggior concentrazione dei neurotrasmettitori del dolore (CGRP, SP, nNOS, VIP, TH e NPY) si trovi proprio nelle fibre nervose a spirale dei seni venosi cerebrali la cui compressione è, secondo De Simone, alla base della cefalea cronica.
Ha così capito perché liberandoli da questa compressione tramite una semplice puntura lombare è possibile risolvere casi di emicrania cronica refrattaria che anni di terapie non riuscivano a curare.
De Simone pratica questo trattamento dal 2015 quando si accorse della presenza di misconosciute stenosi venose intracraniche che provocavano una cosiddetta IIHWOP, acronimo di Idiopatic Intracranial Hypertension Without Papilledema, cioè Ipertensione idiopatica intracranica senza papilledema che il ricercatore aveva pensato di correggere senza sospettare che queste stenosi portassero all’abnorme liberazione dei peptidi dolorosi.
La IIHWOP è un’anomalia del circolo venoso, cioè è lo «schiacciamento» di un tratto più o meno lungo della vena cerebrale chiamata seno trasverso che ostacola il deflusso del sangue dalla testa, facendo aumentarne la pressione venosa cerebrale: l’incremento pressorio si ripercuote sulla pressione del liquido cerebrospinale in cui è immerso il cervello, innescando un circolo vizioso che alla fine trova un suo equilibrio attorno a valori pressori più elevati.
Adesso si scopre che ciò equivale al rilascio dei neuropeptidi del dolore.
La congestione venosa intracranica conseguente alle stenosi porta infatti a una progressiva sensibilizzazione delle vie centrali del dolore che negli emicranici sono costituzionalmente propense a rispondere maggiormente agli stimoli e così s’innesca la cronicità del mal di testa che colpisce sia chi già ne soffriva in maniera sporadica, sia chi era geneticamente predisposto a svilupparlo.
Da quel momento in poi la vita di questi soggetti è segnata: da poche crisi di mal di testa al mese passano a un tormento presente tutti i giorni.
De Simone ha comunque già trovato anche il corretto trattamento del mal di testa da IIHWOP: per riequilibrare la pressione intracranica basta sottrarre una piccola quantità di liquor tramite una puntura lombare e si libera istantaneamente il paziente da un dolore che non rispondeva a nessun trattamento.
La procedura è semplice, ripetibile all’infinito e con rischi praticamente inesistenti se fatta da un medico esperto: l’estrazione di poche gocce di questo liquido è infatti una tecnica usata dai neurologi di tutto il mondo per lo più a scopi diagnostici da oltre due secoli.
Mancava solo da capire il perchè di tanta efficacia nell’emicrania.
Ora forse si è capito: riducendo la pressione della piscina in cui sta immerso il cervello si evita la compressione dei seni venosi e il conseguente rilascio dalle loro fibre soprattutto del neuropeptide doloroso più potente dell’organismo, il CGRP proprio quello contro il quale sono appena stati messi a punto i nuovi farmaci nonoclonali, popolarmente chiamati vaccino del mal di testa.

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Autore

Sperelli

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