quando si veglia....

Giovedì, 03 Settembre 2015

L'INSONNIA

 

Il sonno è una delle attività che da sempre hanno affascinato l'uomo per un insieme di fenomeni quasi misteriosi, alcuni non ancora del tutto chiariti, che accadono nel corpo e nella mente del dormiente. E collegate al mondo misterioso del sonno, in cui l'uomo trascorre circa un terzo della sua vita, sono sorte suggestive teorie, più o meno scientifiche, come l'ipnopedia, le onde alpha, il problem solving onirico e, non ultima l'interpretazione psicanalitica dei sogni, tanto per citare alcune tra le più note.

Ciò che è certo è che non c'è un passaggio immediato dallo stato di veglia e quello di sonno, ma una graduale transizione attraverso livelli di coscienza decrescenti che vanno dall'ipervigilanza, alla vigilanza, alla vigilanza distesa o rilassata, per poi passare all'addormentamento, quindi alla fase di sonno leggero e a quella di sonno profondo, clinicamente caratterizzato da risveglio difficile. La zona di confine tra la veglia ed il sonno, in cui sembra si possa beneficiare dei positivi effetti del sonno pur non dormendo, è quella della vigilanza distesa. Scesi a tale livello di coscienza si possono sperimentare vari curiosi fenomeni come ad esempio le immagini ipnagogiche, cui si sono voluti collegare episodi di chiaroveggenza,ed eventi  che hanno a che vedere con la massima espressione della   creatività e con un più facilitato apprendimento. Tali peculiarità vanno riferite pure alla cosidetta vigilanza onirica che coincide con lo stadio REM del sonno. Qui si giunge solitamente dopo 90 minuti dall'addormentamento, vi si rimane per alcuni minuti, si scende poi in un sonno profondo non-REM,caratterizzato da quattro stadi di cui i due finali, dominati da onde cerebrali lentissime (d), quindi si fa ritorno alla fase REM per altre 3 volte nel corso della notte per periodi vieppiù lunghi che, assieme, sommano circa il 20% del sonno totale. L'evento più probabile che avviene in tale stato in cui i bulbi oculari si muovono velocemente (in inglese "rapid eye mouvement", da cui l'acrostico Rem) è l'attività onirica e dal punto di vista elettroencefalografico possiamo riscontrare le tanto discusse onde a . Ma non per tutti è così. Non a tutti è dato di godere di tali fenomeni o rientrare con regolarità negli schemi presentati. Sono queste, circa il 30% della popolazione, le persone sofferenti da disturbi del sonno.

L'insonnia è il più conosciuto e anche più diffuso dei disturbi del sonno. Ai fini terapeutici è importante sapere di che tipo di insonnia si soffre dal momento che diagnosticamente si riscontra una insonnia iniziale che riguarda l'addormentamento tardivo, solitamente dopo 30 minuti dal coricamento, una insonnia di mantenimento che fa riferimento alle interruzioni di sonno nel corso della notte (risvegli notturni) ed infine un insonnia detta terminale, caratterizzata da risveglio precoce con difficoltà di riaddormentamento prima del'ora prestabilita. Il procedimento diagnostico, che consentirà poi di predisporre una specifica terapia ad personam, una volta stabilito il tipo di insonnia in relazione al periodo in cui tale difficoltà si manifesta, passa a distinguere un'insonnia transitoria, che si manifesta occasionalmente da un'insonnia persistente, caratterizzata da episodi frequenti(tre volte alla settimana) che durano per più di un mese. A questo punto il procedimento valutativo si sposta alle cause dell'insonnia che possono essere di origine organica, come le sindromi dolorose tipo l'ulcera, l'asma bromchiale, le cardiopatie, l'artrite, altre cause   fanno riferimento all'uso di sostanze psicoattive (alcol ed amfetamine in particolare) altre ancora si associano a vari disturbi psichiatrici. In tutti questi casi viene diagnosticata un insonnia secondaria. Si parla di insonnia specifica quando si collega a apnea da sonno, mioclonìe notturne e sindrome delle gambe senza riposo. Si riconosce poi una insonnia primaria, apparentemente non collegata a disturbi organici o mentali, ma dovuta a fattori di personalità esperienziali o psicofisiologici (abitudini erronee incompatibili col sonno, pregiudizi dovuti a disinformazione, pensieri disturbanti, attivazione fisiologica). Infine l'insonnia idiopatica, senza una causa nota.

Come per ogni psicopatologia anche per l'insonnia è necessaria una accurata valutazione prima di procedere all'intervento psicoterapico sintomatologico ed eziologico dell'insonnia. La valutazione comporta una serie di colloqui clinici in cui si raccolgono informazioni sui sintomi lamentati dal paziente, sulla storia di tali sintomi (inizio, decorso, peggiormanti o miglioramenti), storia del paziente e di altri suoi disturbi e abitudini igienico alimentari (farmaci compresi) che possono causare o mantenere l'insonnia, a volte viene sentita pure la persona che vive con il paziente.

Tale disturbo, oggi può essere risolto con interventi mirati tramite efficaci tecniche psicoterapiche su ciò che causa e sostiene l'insonnia, non necessariamente facendo ricorso a farmaci.

 

Dr Paolo G. Zucconi

Neuropsicologo clinico e Psicoterapeuta comportamentale a Udine

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito