Gravidanza, le allergie influenzano il feto

Martedì, 12 Giugno 2018

La presenza di allergie nelle donne in gravidanza può influenzare il feto e la probabilità che il nascituro sviluppi nel corso della vita una forma di allergia.
Questo, in sintesi, quanto è stato dimostrato da recenti studi realizzati da ricercatori australiani e finlandesi. Il primo ha dimostrato come il monitoraggio mediante FENO – il tasso di ossido nitrico nell’aria espirata - a 179 madri sia stato in grado di prevenire lo sviluppo dell’asma nei bimbi; il secondo ha confermato che l'asma gestazionale è associata ad un aumento dei rischi di mortalità perinatale, parto prematuro, basso peso alla nascita, riduzione di crescita fetale (SGA) e asfissia.

 

 


Monitorare l’allergia e il controllo dell'asma, pertanto, riduce il rischio di insorgenza di tali problematiche nel nascituro. La gravidanza non necessariamente aumenta il rischio di insorgenza di reazioni allergiche, ma è una di quelle situazioni nelle quali, in maniera del tutto imprevedibile, si può assistere ad un netto miglioramento di un’allergia già in corso o, al contrario, alla comparsa di sintomi legati a questa patologia anche se non se ne è mai sofferto prima. “Non è raro che le manifestazioni si risolvano spontaneamente dopo il parto ma possono ripresentarsi nel corso di gravidanze successive” – dichiara Carmen Montera, allergologa AAIITO - “Tali fenomeni sono da attribuire alle modificazioni sia a livello fisico che a livello ormonale, comprese quelle riguardanti il sistema immunitario, di cui abbiamo ancora una conoscenza sommaria, che avvengono nell’organismo durante tale particolare periodo della vita della donna”. Le allergie più frequenti che possono comparire in gravidanza sono quelle respiratorie, la rinite allergica o l’asma in soggetti che soffrivano solo di rinite. Ancora più frequenti sono le manifestazioni cutanee, anche se spesso non di natura allergica, mentre più rare sono le forme che si manifestano con sintomi a livello gastrico e intestinale. I sintomi cutanei sono sicuramente i più frequenti: circa il 20% delle donne in gravidanza lamenta prurito e la comparsa sulla cute di puntini, bolle e altre manifestazioni in particolar modo durante l’ultimo trimestre. Tendono di solito a scomparire del tutto sin dalle prime ore dopo il parto, anche se in alcuni casi possono essere necessari alcuni giorni perché le manifestazioni cutanee ed il prurito scompaiano. Molto frequenti sono anche i sintomi che riguardano le vie aeree, da riniti a forme più gravi con vere e proprie crisi asmatiche: più del 20% delle donne gravide presenta una rinite allergica, e nel 30% dei casi i sintomi peggiorano per la vasodilatazione e l’azione ormonale sui corrispettivi recettori presenti nei mastociti. In virtù dei cambiamenti ormonali, il primo e l’ultimo mese di gravidanza comportano un minore rischio di riacutizzazione asmatica, mentre il secondo ed il terzo trimestre sono a maggior rischio. Le allergie alle punture di api, vespe e calabroni costituiscono sempre un rischio estremo in gravidanza per la possibilità di insorgenza di reazioni sistemiche estremamente pericolose per la madre e per il feto, quali l'anafilassi sistemica. Le prove allergologiche come le intradermoreazioni e i prick test, sconsigliate perché si tratta di allergeni potenti, possono essere sostituite da uno specifico esame sul sangue. In caso di positività di tali test, la necessità di intraprendere una Immunoterapia Specifica per il Veleno di Imenotteri non è da escludere; tale terapia immunologica va precauzionalmente iniziata al termine della gravidanza. L'allergia ai farmaci in gravidanza è abbastanza rara, ma spesso, di fronte ad una storia clinica di pregressa allergia, viene posto il problema di quali sostanze possano essere somministrate in caso di necessità e la valutazione del rischio legato all'impiego dei farmaci da utilizzare per un'eventuale procedura anestesiologica. La collaborazione e lo scambio di informazioni e di esperienza fra ginecologo, allergologo e anestesista rappresentano in questi casi l’approccio più corretto e vantaggioso per la paziente.
Gli esperti di AAIITO hanno raccolto i 3 principali consigli per le donne in gravidanza:
- Fare attenzione a detersivi, ammorbidenti, saponi e prodotti cosmetici per prevenire le manifestazioni di tipo cutaneo.
- Evitare l’assunzione di alimenti “insoliti” pur senza l’applicazione di particolari ed inutili restrizioni dietetiche.
- Mantenere gli ambienti della casa sempre puliti e ben areati, passare l’aspirapolvere ogni giorno su tutte le superfici ed utilizzare detergenti non aggressivi per le pulizie per prevenire il più possibile le manifestazioni che colpiscono le vie aeree.
Considerata la complessità della problematica è fondamentale ricorrere in maniera possibilmente preventiva a un consulto specialistico allergologico, sia per conoscere i farmaci sicuri da utilizzare in caso di necessità che per consentire un inquadramento diagnostico più ampio e completo possibile, tenendo presente che per motivi prudenziali è da preferire in questa condizione l’esecuzione di test sul sangue.

Autore

Sperelli

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