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Obesità infantile: un disturbo che preoccupa

Lunedì, 13 Novembre 2017

Lo stile alimentare che si ha da bambini influenza il rapporto con il cibo che si avrà da adulti, è perciò importante aiutare il bambino a rapportarsi in modo equilibrato al cibo. Le risposte che i genitori hanno rispetto i segnali del neonato rivestono un ruolo fondamentale, è importante non vivere il momento della pappa con ansia, ma con serenità. Solo così il bambino vivrà l’alimentazione come un momento di gioia, imparando a sperimentare diverse sensazioni durante l’alimentazione, come ad esempio la tensione legata alla fame e il benessere legato alla sazietà. Le difficoltà legate all’alimentazione possono insorgere in momenti particolari, quali lo svezzamento o un breve distacco dalla madre; difficoltà che si risolvono in maniera spontanea. In altri casi, però, può insorgere un vero e proprio disturbo alimentare, ed è importante che i genitori comprendano il disagio dei bambini in casi di ipo- o sovra-alimentazione.

L’individuazione del disagio ad uno stadio precoce fa sì che la risoluzione sia più rapida. L’obesità infantile  è un problema di salute pubblica a livello mondiale che sta aumentando molto rapidamente, infatti l’OMS lo definisce come un’epidemia globale. È, altresì, un problema di rilevanza sociale, in Italia interessa 1 bambino su 3, un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in sovrappeso o obeso. Il dato che fa riflettere riguarda la consapevolezza dei genitori, infatti il 38% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi non ritiene che il figlio abbia disturbi alimentari. L’obesità infantile è “multifattoriale”, ovvero è il risultato di diverse cause più o meno importanti e i fattori di rischio sono: una cattiva alimentazione, una scarsa attività fisica, una vita sedentaria, alterazioni ormonali e fattori legati alla famiglia. Oltre agli effetti organici, quali malattie cardiovascolari e diabete in età adulta, l’obesità infantile e il sovrappeso producono effetti negativi a livello di autostima, si riflettono inoltre sull’immagine che i bambini hanno di loro stessi, con comportamenti tipici di queste patologie, quali: trascorrere tante ore davanti alla TV o al PC, non avere contatti con i coetanei, scarso impegno scolastico e modificazioni del carattere e del comportamento. In questi casi affrontare il problema con la sola dieta risulta inefficace, è necessario un approccio comportamentale che faccia apprendere uno stile di vita corretto che contribuisca ad accrescere il livello di autostima. È importante che i bambini in sovrappeso o obesi si confrontino tra di loro, vivendo un percorso rieducativo alimentare, fisico e psicologico, in modo da dimagrire e vivere una vita sana. I rapporti dell’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico del 2010 sottolineano l’importanza di un approccio preventivo per affrontare l’obesità, concentrandosi sull’età infantile. È fondamentale correggere le abitudini errate sin da piccoli in quanto prima che il nuovo stile di vita si stabilizzi, è necessario tanto tempo.

Autore

MariaRita

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