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Il latte materno nei primi mille giorni influisce sul Dna per tutta la vita

Giovedì, 12 Aprile 2018

“Le persone pensano che i geni siano tutto. In realtà l’ambiente in cui il neonato cresce nei primi 1.000 giorni di vita influenza in maniera decisiva il modo in cui i geni si comporteranno nel corso dell’esistenza”.
Lo ha affermato il professor Laurent Storme, capo del Dipartimento di Neonatologia dell’Ospedale universitario di Lille, nel corso del 13° Simposio Internazionale sull’Allattamento al Seno e sulla Lattazione di Medela, svoltosi gli scorsi 22 e 23 marzo a Parigi. Il professor Storme si è soffermato sull’impatto a lungo termine che l’ambiente ha su mamma e bambino in questi primi 1.000 giorni: dalla plastica ai pesticidi ai cosmetici (da evitare) a pesce, alimenti freschi e allattamento al seno (da incrementare), l’ambiente - durante la gravidanza e i primi due anni di vita - incide profondamente sull’intera esistenza di un individuo. È stato dimostrato che nessun altro intervento durante i due anni successive alla nascita ha un impatto altrettanto positivo quanto l’allattamento al seno.
 
 
 
 
 
Le malattie non trasmissibili stanno aumentando in maniera significativa in giovani e anziani
Il diabete e l’obesità hanno oggi tassi d’incidenza 10 volte superiori rispetto al passato. La fertilità si riduce, mentre aumentano malattie non trasmissibili come l’Alzheimer, le allergie e l’asma, patologie che non hanno cura, e i cui trattamenti sono lunghi e costosi.
I geni sono stai un argomento molto discusso negli ultimi due decenni, soprattutto a partire dalla mappatura del genoma. Un numero crescente di evidenze scientifiche tuttavia indica nell’epigenetica – ossia l’influenza dell’ambiente sullo sviluppo genetico – la chiave di lettura principale per individuare il processo di sviluppo delle malattie. Se i geni infatti possono suggerire previsioni circa lo sviluppo di una determinata patologia, quello su cui il singolo individuo può agire per attivare o meno la predisposizione genetica è il contesto ambientale.
“Tutti oggi sappiamo che l’ambiente influenza la nostra salute, ma ancora non sappiamo in maniera chiara che prima iniziamo a muoverci in un ambiente svantaggioso, più alto sarà il rischio per la nostra salute in futuro. Il che ovviamente significa anche che prima cominciamo a prenderci cura degli elementi ambientali che possono impattare positivamente sul nostro stato di salute, maggiore sarà la loro benefica influenza nel corso dell’esistenza”.
Secondo il professor Storme “la salute comincia a deteriorarsi già dopo i due anni e un contesto ambientale particolarmente favorevole può posticipare questo deterioramento. Un concetto che è stato validato da diversi studi. Quindi è questo l’aspetto su cui, in qualità di operatori sanitari, dobbiamo agire se vogliamo essere di aiuto”.
“Ecco perché mi piace vedere i primi 1.000 giorni di vita sotto una luce positiva, come un’incredibile opportunità” dice Storme. “È il primo e il più importante dei passaggi critici di sviluppo: gli altri sono pubertà e menopausa”.  
“Dobbiamo cominciare a pensare in termini di programmazione perinatale della salute. Le malattie che si manifestano nel corso dell’esistenza sono programmate in gran parte durante quei primi 1.000 giorni di vita”, continua Storme. “L’origine evolutiva della salute (Developmental Origin of Health) è un nuovo paradigma. Nell’arco dei prossimi 10-20 anni ci concentreremo senza dubbio sul corretto inizio di questa programmazione ottimale invece che cercare di intervenire in seguito. Questo è il futuro della medicina: migliorando il contesto ambientale in cui madre e bambino vivono in quei primi mille giorni potremo ridurre le patologie croniche in età adulta”.
“Sebbene abbiamo bisogno di condurre più studi prospettici per misurare i risultati completi, esistono già solide evidenze scientifiche sul fatto che i benefici dell’allattamento al seno iniziano nell’infanzia e continuano per tutta la vita” dice il professor Storme.
La ricerca mostra ad esempio che l’allattamento al seno previene l’obesità in età adulta e porta a risultati cognitivi più alti nei bambini, negli adolescenti e nei giovani. I primi benefici cognitivi sono evidenti dopo tre mesi di allattamento esclusivo al seno e aumentano con l’aumentare della durata dell’allattamento, specialmente se questo si protrae oltre i sei mesi. Uno studio lega i punteggi cognitivi positivi di un gruppo di 67enni all’allattamento al seno. Un altro studio mostra che i bambini allattati al seno ottengono benefici psicologici all’età di 30 anni. “Questo è vero per tutti i bambini, ma ovviamente i neonati vulnerabili, come i prematuri o quelli con basso peso alla nascita ottengono un beneficio ancor più evidente dall’allattamento al seno” dice il professor Storme.
Il professor Bruce German, Direttore del Food for Health Institute dell’Università della California, Davis, durante il Simposio parigino ha definito l’allattamento al seno “lo sciogliersi del corpo della madre per nutrire il suo bambino”. A ciò Storme aggiunge che i singoli componenti del latte materno, come la Vitamina D, gli Omega-3 e altri fattori non sono soltanto il risultato di ciò che una madre ha mangiato il giorno prima, ma di ciò come si è nutrita nel corso della sua esistenza, di quanto esercizio fisico ha fatto, delle tossine e dello stress a cui è stata esposta mesi prima della nascita del bambino.
Ecco perché i programmi di promozione dell’allattamento al seno come l’IHAB (Baby Friendly Hospital Initiative) in Francia offrono consulenze alle mamme in gravidanza e in allattamento consigli su molti aspetti, dalla dieta al movimento ai cosmetici fino all’acquisto di mobili: un suggerimento ad esempio è quello di comprare nuovi mobili almeno 3 mesi prima della nascita del bambino per evitare l’esposizione di mamma e bambino a interferenti endocrini instabili.
“Madri e bambini devono essere protetti. Tutti dobbiamo iniziare a farlo fin da piccoli, per costruire una società più forte e più sana” afferma Storme. E continua “Tutti dovrebbero incoraggiare e supportare le madri che allattano. Oltre agli innumerevoli benefici del latte materno, il legame tra madre e bambino influisce sulla salute mentale e fisica di quest’ultimo per tutta la vita”. Il contatto tra mamma e bambino, specialmente durante l’allattamento, innesca la secrezione del cosiddetto “ormone dell’amore”, l’ossitocina, che migliora il legame madre-bambino, rafforza il Sistema linfatico e diminuisce rabbia ed agitazione.

Autore

Sperelli

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