ATTACCHI DI PANICO E AGORAFOBIA

Domanda iniziata da Barbara 3 anni

Gentile dott.re,

sono anni che soffro di attacchi di panico, che si sono tramutati in agorafobia. Sto seguendo una terapia cognitivo-comportamentale e stavo meglio, riuscivo ad uscire nel quartiere. Ora però sto di nuovo male, dopo vari eventi stressanti e vicissitudini negative, ora ho il panico anche in casa e non esco nemmeno più.  Ho provato svariate terapie e anche psicofarmaci che però su di me hanno effetti collaterali devastanti, per cui li ho sospesi. Solo con il Gabapentin, due anni fa e preso per qualche mese,  sono riuscita a stare meglio. Ho preso insieme, per un breve periodo, il Deniban, a basso dosaggio per la depressione, sono gli unici farmaci che tollero e non mi creano effetti collaterali. Ora però, oltre a voler evitare psicofarmaci, anche il Gabapentin non mi fa più tanto effetto e mi dà un senso di confusione mentale che prima non avevo e che di solito ho con il Lexotan. Per l'ansia mi hanno consigliato un prodotto naturale, con teanina, passiflora, scutellaria e devo dire fa effetto ma anche quello mi stordisce, mi hanno allora consigliato di dimezzare la dose, mezza compressa, solo che ho letto che la passiflora può interagire con le benzodiazepine,  prendendo quella poi al bisogno non potrei prendere il Lexotan? Mi conferma ciò? Altri due prodotti che mi hanno consigliato per alzare il tono dell'umore sono il Glialia, palmitoiletanolamide e luteolina, per l'infiammazione neuronale, e il Liposom, fosfolipidi ipotalamici, che sembra aumenti i livelli di dopamina. In caso li potrei assumere assieme? E in che dosaggio e per quanto tempo? Si possono acquistare in farmacia senza ricetta o devono essere prescritti dal medico?

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Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale)
Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale)
attacchi di panico e agorafobia
per la mia esperienza clinica: 1. è necessaria una accurata valutazione con attenta raccolta anamnestica, test psicodiagnostici (se necessario) al fine di produrre una diagnosi specifica (io di solito la scrivo e la firmo). Dalla diagnosi si capiscono tante cose: cirabilità e guaribilità in primo luogo. Da l' si imposta un programma terapeutico concordato e ovviamente firmato da entrambi. Questo è qllo che ho imparato e da trentanni metto in pratica seguendo ortodossamente la metodologia cognitivo comportamentale. Di solito se si fa così non ci dovrebbero essere tutte le difficoltà lamentate nella domanda. Per altro ho imparato (e da trentanni lo metto in pratica) di offrire dopo le dimissioni una assistenza per circa un anno a garanzia di quanto fatto. Infine dubito che eventuali attacchi di panico (ma quale è la diagnosi che si manifesta tra l'altro anche con attacchi di panico?) siano risolvibili per sempre con psicofarmaci....
3 anni

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