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Tiroide e dintorni...

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Tiroide e dintorni...

Categoria
Endocrinologia
Creato
Giovedì, 10 Ottobre 2013
Amministratori Gruppo
Isabel Zolli, Dario Di Pietro

Questo gruppo mira ad aiutare sia i pazienti non affetti da tireopatie, sia quelli affetti, per una migliore definizione della propria malattia, gli eventuali farmaci da utilizzare alle dosi corrette, per eventuali dubbi ,perplessità ecc.


 


Vi aspetto a braccia aperte!

Categoria
Endocrinologia
Creato
Giovedì, 10 Ottobre 2013
Amministratori Gruppo
Isabel Zolli, Dario Di Pietro
  • Sperelli
    Giornata mondiale della tiroide, la centralina dell’organismo

    “La tiroide è una ghiandola molto piccola che produce però un ormone importantissimo per tutto il corpo, la tiroxina”, spiega Paolo Vitti, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide.






    “Possiamo dire che la tiroide è la ‘centralina’ che regola l’energia di tutto il nostro organismo svolgendo una serie di funzioni vitali come la regolazione del metabolismo, la produzione di calore, il controllo del ritmo cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso, l’accrescimento corporeo, la forza muscolare e molto altro. Quest’anno il tema della Settimana Mondiale della Tiroide, organizzata con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità e presentata oggi al Ministero della Salute è “TIROIDE È ENERGIA” e ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola che, quando non funziona correttamente, si riflette sul funzionamento di tutto il corpo e, per tale motivo, occorre non trascurare alcuni campanelli d’allarme rivolgendosi al proprio medico in ogni caso di dubbio”.
    “Se la tiroide è energia, le malattie della tiroide hanno un importante impatto su tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana”, afferma Vincenzo Toscano, Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi. “La malattia della tiroide più frequente è la tiroidite di Hashimoto, infiammazione cronica autoimmune, che può presentarsi a tutte le età. Molto subdola è la forma post-partum che, condizionando l’umore e il benessere della neo-mamma, viene frequentemente scambiata per depressione e non trattata. Il campanello d’allarme della ridotta funzione della tiroide è proprio il facile affaticamento, il tono depresso dell’umore, l’anemia e la caduta dei capelli. Tuttavia questi sintomi sono comuni a molte altre patologie ed è quindi importante creare cultura e sensibilità su questa ghiandola per poter fare diagnosi precoci. Esiste anche una malattia della tiroide da eccesso di funzione, l’ipertiroidismo, che sprigiona il massimo dell’energia dal nostro organismo spingendo sull’acceleratore della funzione di tutti gli organi con un bilancio spesso negativo a discapito del peso e perdita di massa muscolare”.
    “Una volta scoperte, le malattie della tiroide”, continua Furio Pacini, Presidente AIT, Associazione Italiana della Tiroide, “sono in genere molto ben curabili col ripristino di una normale qualità della vita. Le terapie si possono avvalere dell’ormone tiroideo sintetico nel caso dell’ipotiroidismo, di farmaci tireostatici nel caso dell’ipertiroidismo e della terapia chirurgica nel caso di noduli tiroidei o del cancro”.
    “Il modo più efficace per prevenire le malattie della tiroide”, spiega Massimo Tonacchera, Segretario AIT, Associazione Italiana della Tiroide, “è assumere iodio in quantità adeguate, poiché questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei. Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento”.
    “A 13 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, lo stato nutrizionale iodico degli italiani è sicuramente migliorato”, afferma Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia. “I dati più incoraggianti riguardano il TSH neonatale, ovvero il marcatore che viene utilizzato nello screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito che indica lo stato nutrizionale iodico della popolazione dei neonati e, indirettamente, delle loro madri. Grazie alla collaborazione dei centri di screening neonatale regionali e interregionali sul territorio, oggi sappiamo che, nonostante si sia ancora lontani dagli obiettivi fissati dall’OMS che indicano nella soglia massima del 3% di valori elevati di TSH neonatale (> 5,0 mU/L) l’indice di iodosufficienza, il trend è molto positivo, con una diminuzione del 10% negli ultimi due anni e del 17,2% dal 2004 ad oggi (6,4% nel 2004; 5,9% nel 2015; 5,3% nel 2017). Questi dati, anche se incoraggianti, suggeriscono che ulteriori sforzi devono essere fatti per garantire la corretta assunzione di iodio in gravidanza, al fine di scongiurare gli effetti negativi sullo sviluppo neuropsichico dei neonati che possono essere causati anche da una carenza iodica lieve”.
    “Una normale funzione tiroidea, importante in tutte le età della vita, diventa fondamentale in età pediatrica per assicurare un adeguato sviluppo psico-fisico dall’epoca prenatale fino all’adolescenza”, continua Ivana Rabbone, Vicepresidente SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. “Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo; per questo è in atto un progetto formativo sul tema della iodoprofilassi indirizzato agli insegnanti ella Scuola Primaria e Secondaria. Inoltre, lo screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito rappresenta oggi un successo consolidato nella prevenzione della disabilità mentale attraverso una diagnostica precoce di questa patologia”.
    “Le patologie endocrine risultano tra le più frequenti malattie croniche nell’anziano”, precisa Fabio Monzani, SIGG, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, “e in particolare l’ipertiroidismo può risultare difficile da diagnosticare perché i sintomi come palpitazioni, cadute accidentali e fratture possono essere facilmente confusi con altre patologie legate all’età. Rispetto al giovane adulto, l’anziano risulta più vulnerabile alle complicanze cardiovascolari e metaboliche dell’eccesso di ormoni tiroidei e pertanto il trattamento va intrapreso tempestivamente”.
    “L’asportazione della tiroide è un intervento sicuro ed efficace ma è un intervento delicato in quanto la ghiandola da asportare è vicina a strutture che controllano importanti funzioni come la voce e l’equilibrio del calcio nel sangue e nei tessuti”, continua Luciano Pezzullo, SIUEC, Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia. “Le complicazioni sono molto rare ma quando si verificano sono molto serie. Ne deriva che la scelta della tiroidectomia deve essere attenta e ponderata. Le nuove conoscenze derivate dalla clinica e dagli studi stanno determinando un cambiamento nell’atteggiamento chirurgico che nei prossimi anni sarà meno aggressivo e nei casi di basso rischio sarà anche solo un atteggiamento ‘osservazionale’ evitando l’intervento. Negli ultimi anni la chirurgia tiroidea è diventata da un lato sempre più conservativa e dall’altro sempre più personalizzata per il singolo paziente, basandosi sui fattori di rischio clinico e genetico”.
    “Attualmente, la medicina personalizzata sta assumendo un’importanza sostanziale nella clinica per aumentare l’efficacia delle terapie ed evitare trattamenti non necessari e dispendiosi”, afferma Maria Cristina Marzola, Consigliere AIMN, Associazione Italiana di Medicina Nucleare. “La cosiddetta ‘teranostica’ (dalle parole ‘terapia’ e ‘diagnostica’) rappresenta una nuova frontiera della medicina che, facendo uso delle informazioni ottenute dalle immagini mediche, è in grado di indirizzare e personalizzare uno specifico approccio terapeutico nel singolo paziente. A questo scopo, la medicina nucleare prevede l’uso di molecole, come il radioiodio, per il ‘targeting’ molecolare che possono essere usate sia per la diagnosi che per la terapia di diverse patologie come i carcinomi tiroidei”.
    “La nuova medicina di precisione o personalizzata basata sulle differenze individuali, sulla variabilità genetica, su quella dovuta all’ambiente, dallo stile di vita e addirittura dalla personalità dei singoli individui”, conclude Luisa La Colla, Presidente CAPE, Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini, “consente oggi al paziente di partecipare attivamente al proprio percorso terapeutico collaborando con tutti i professionisti coinvolti. In questo contesto è sempre più importante l’attività di informazione su stili di vita corretti e percorsi di prevenzione svolta dalle associazioni dei pazienti. Per la prevenzione delle malattie della tiroide non è necessario attuare programmi di screening ecografico generalizzato che portano a sovra-trattamento e costi non necessari, ma puntare su una corretta e capillare attività di informazione sulla popolazione ‘sana’”.

    Mercoledì, 16 Maggio 2018 da Sperelli
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  • Isabel Zolli
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  • Debora3
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    Tiroide: come proteggerla
    Venerdì, 22 Maggio 2015 da Debora3
  • Serena Polverini
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    Tireotossicosi
    Martedì, 01 Aprile 2014 da Super User
  • Prof. Dott. Marco Giammanco
  • Prof. Dott. Marco Giammanco
  • dott.ssa Lia Pecorelli (endocrinologa) Roma
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  • jeiruam
    TSH alto, FT3 alto
    Iniziata da jeiruam Lunedì, 30 Ottobre 2017 1 Risposta

    Salve. ..di fronte ad un valore di TSH a 8...siamo di fronte ad un ipotiroidismo. ...ora bisogna valutare di che cosa si tratta. ..se autoimmune. ..o altro

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Giovedì, 02 Novembre 2017
  • Antonio
    Mio figlio di 17 anni........
    Iniziata da Antonio Giovedì, 02 Marzo 2017 3 risposte

    Buon giorno. ..ci può essere un quadro di tachicardia o extrasistole. ...legata alla sindrome ansiosa senza particolari patologie. ...mi farà sapere

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Martedì, 07 Marzo 2017
  • tita
    IRSUTISMO-TIROIDE-OVAIO POLICISTICO
    Iniziata da tita Lunedì, 09 Gennaio 2017 1 Risposta

    Salve se la prolattina è alta. ..dovrebbe fare ulteriori accertamenti x vedere se può dipendere dall ipofIsi. ..x cui potrebbe fare RMN encefalo. ..x possibile adenoma. ...niente di grave si cura semplicemente con terapia x os

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Mercoledì, 11 Gennaio 2017
  • franchina
    tiroidite acuta + crisi respiratorie
    Iniziata da franchina Lunedì, 31 Ottobre 2016 1 Risposta

    Salve. ..penso che il problema sia dovuto al gozzo multinodulare e alla trachea deformata nel tratto toracico. ..che conprimendo le provoca problemi alla respirazione

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Giovedì, 03 Novembre 2016
  • quartopiano
    Panipopituitarismo e stress
    Iniziata da quartopiano Lunedì, 04 Aprile 2016 0 risposte
  • Tizy
    ipertirooidismo e tapazole
    Iniziata da Tizy Venerdì, 04 Marzo 2016 0 risposte
  • frog
    Prolattina Ballerina
    Iniziata da frog Lunedì, 14 Settembre 2015 7 risposte

    Grazie Dottoressa, si, ho già fatto parecchi anni di psicoterapia. Ha sciolto alcuni blocchi, altri invece sono rimasti lì, belli saldi. Per questo la scelta del Thymanax. Le scriverò in privato. Intanto grazie per i suoi preziosi consigli e per la sua disponiblità. Di seguito scrivo gli esiti degli esami:
    - Prolattina valori di rif. 70-450 = risultato 876*
    - S-Ft3 valori di rif. 2,3-4,2 = risultato 3,40
    - S-Ft4 valori di rif. 8,00-17,60 = risultato 11,60
    - S-TSH valori di rif. 0,350-4,780 = risultato 1,404
    - S-Tg-Ab anti Tireoglobulina valori di rif. fino a 60 = risultato 17,60
    - S-Tpo Ab anti Tireoperossidasi valori di rif fino a 60 = risultato <28
    - GOT (AST) valordi di rif. 10-35 = risultato 25
    - GPT (ALT) valori di rif. 10-35 = risultato 23

    Grazie a chiunque abbia voglia di leggere e rispondere.

    Ultima risposta di frog il Giovedì, 24 Settembre 2015
  • rosa
    hashimoto
    Iniziata da rosa Giovedì, 04 Giugno 2015 0 risposte
  • niko80
    cortisolo basso
    Iniziata da niko80 Lunedì, 01 Dicembre 2014 2 risposte

    Salve dottore. Ho 34anni, calabrese, studio per il sacerdozio. Soffro di aschimotoaschimoto in cura con eutirox 75mg, glutensesitivity, assumo gaviscon al bisogno e protezione per lo stomaco.
    . esame prescritto per debolezza, mal di testa, stanchezza fisica,sensazione nauseanausea, tremori e sudorazione ,sonnolenza, tono umore variabile da catatonico a irascibile... Dolori addominali, articolati e muscolari... Emocromo OK, se non eosinofili un po alti, emoglobina poco bassa se non ricordo male e ho un'insufficienza mitralica con pressione 90/60 Soffio sistolico 2/6...

    Ultima risposta di niko80 il Giovedì, 04 Dicembre 2014
  • Allie_ber
    Problemi di tiroide?
    Iniziata da Allie_ber Lunedì, 27 Ottobre 2014 1 Risposta

    Anche se i valori degli ormoni tiroidei e del TSH son nella norma, il fatto che i vari anticorpi siano elevati potrebbe indicare la presenza di una tiroidite (semplificando pottremmo definirla un'infiammazione della tiroide). Pertanto è opportuno che si rivolga ad un endocrinologo per verificare questa eventualità, anche perchè i sintomi che lamenta potrebbero essere causati da questa situazione.

    Ultima risposta di Prof. Dott. Zelano il Giovedì, 30 Ottobre 2014
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