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Disturbi d'ansia e attacchi di panico

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Risponde il dott. Pacini

Categoria
Psicologia
Creato
Martedì, 13 Novembre 2012
Amministratori Gruppo
Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta , Isabel Zolli, MariaRita, Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa), Dr. ssa Paola Uriati (psicologa), Sperelli
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
    Ansia, no grazie. Come gestirla per non subirla (terza parte)

     

    Un percorso on line alla ricerca di un

    nuovo rapporto con se stessi e con l'ansia

    Il terzo articolo avrà come obiettivo quello di comprendere quali possono essere le cause dell'ansia.

    Parleremo dell'ansia che raggiunge un livello troppo elevato generando disagio e sofferenza.

    Che cosa abbiamo visto nelle puntate precedenti?

    Nella prima parte ci siamo chiesti che cos'è l'ansia. L'ansia è una percezione soggettiva di intensa tensione e preoccupazione generalizzata, che si manifesta con fantasie, pensieri e convinzioni più o meno realistiche che riguardano situazioni negative, talvolta non ben identificate, che riteniamo possano danneggiare noi stessi o i nostri cari noi. L'ansia può produrre una serie di sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto,  respiro corto, nausea, tremore interno.

    Fino ad un certo livello di intensità, e questo lo abbiamo trattato in particolare nella secondari parte,  l'ansia può essere funzionale ovvero costituire una spinta a svolgere meglio un compito, ad affrontare una prova o a dare il massimo in una data prestazione.

    Quando il livello di ansia aumenta troppo le nostre prestazioni peggiorano, non riusciamo più ad ottenere buoni risultati e quel che è peggio.. stiamo male.

     

    I Disturbi d'ansia nel DSM-5

    Nei casi più gravi si può configurare una vera e propria patologia che si può manifestare in situazioni e con modalità anche molto diverse fra loro.

    In tutti i Disturbi d'ansia la persona coinvolta resta imprigionata per un periodo non inferiore a sei mesi in una condizione di pensieri insistenti e pervasivi o di comportamenti disfunzionali in relazione a una serie di ipotetici pericoli che la condizionano e la limitano in diverse aree della propria vita (lavoro, relazioni, rapporti sociali, scuola).

    Al di là degli specifici disturbi previsti dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - DSM5 - (Disturbo d'Ansia Generalizzata, il Disturbo d'Ansia Sociale, Disturbo di Panico, l'Agorafobia, Fobie specifiche etc), costituisce un obiettivo di questo articolo trasmettere un duplice messaggio: da un lato che l'ansia non solo può essere fastidiosa e disturbante, ma può costituire una vera e propria patologia che va trattata e curata con professionisti specifici, quali psichiatri, psicologi e psicoterapeuti che possano intervenire a livello farmacologico piuttosto che  psicologico. Dall'altro avvertire il pubblico dei lettori che i suggerimenti e percorsiindicatidevono necessariamente essere intesi come utili strumentiper imparare a gestire la nostra ansia ma non adeguati a fornire una risposta esaustiva nei casi in cui il malessere è talmente intenso da impedire un ordinario funzionamento della propria vita privata e sociale. 

    Nei casi in cui nonostante i tentativi di gestire l'ansia in autonomia si continua a vivere un malesseretalmente  intenso da impattare nella propria quotidianità è fondamentale intervenire rivolgendosi a professionisti esperti.

     

     

    La difficoltà nell'identificare con precisione il motivo del disagio 

    Questa difficoltà comporta che l'azione di difesa allo stato d'ansia risulterà anch'essa più indefinita. Questo aspetto è cruciale nella gestione dell'ansia perché...

    "Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia."
    (Sun Tzu)

    Queste parole ci fanno intuire l'importanza di conoscere noi stessi e la nostra 'cara' ansia, quando, essendo eccessiva e quindi patologica, diventa una nostra nemica. 

    'Spesso ho l'ansia e non so perché...'

    'Ci sono delle situazioni in cui immancabilmente provo ansia, ma non riesco a identificare che cosa accomuna queste situazioni...'

    'Più cerco di controllare questa sensazione di agitazione più mi agito...'


    Possibili cause dell'ansia

    La paura di avere l'ansia

    L'ansia viene alimentata dalla paura di quei pensieri disturbanti e di quelle sensazioni che ci invadono traducendosi in un senso di oppressione. Un esempio cruciale è rappresentato dalla paura che si ripresenti un attacco di panico che si è avuto una determinata circostanza. Tale paura porta a mettere in atto una serie di comportamenti di evitamento di tutte quelle situazioni che 'potrebbero' generare di nuovo un attacco di panico. Questo circolo vizioso alimenta l'ansia patologica e facilita il ripresentarsi degli attacchi di panico.

    Troppa carne al fuoco

    L'ansia può essere prodotta da un sovraccarico cognitivo ovvero da una situazione di stress prolungato. Si pensi ad esempio a cosa accade se riempiamo troppo una busta della spesa: la busta si romperà e solo in quel momento ci renderemo conto di aver un po' esagerato. A quel punto faremo una doppia fatica perché dovremo riprendere tutti i prodotti (ammesso che qualcuno non si sia rotto o versato) e riporli nuovamente in una busta. foto busta spesa.

    Analogamente spesso ci rendiamo conto di aver esagerato con gli impegni quando ci ritroviamo in preda ad una crisi di ansia o ad una rabbia incontenibile magari per una sciocchezza. Qualcosa si può e si deve fare fin dai primi segnali di cedimento che bisognerà imparare a riconoscere. Altra cosa importante è non cedere alla trappola tesa dalla confusione dei pensieri e delle attività da fare bensì metterli nel giusto ordine di priorità...insomma fare delle scelte e delle rinunce.. Ma non voglio anticiparvi troppo dell'argomento 'strategie per la gestione dell'ansia', che sarà trattato nella quarta parte del tema sull'ansia.

    Più cerco di controllare tutto più perdo il controllo

    L'ansia è prodotta dall'intolleranza a ciò che non possiamo controllare. Ci risulta faticoso, talvolta impossibile, accettare l’incertezza e la sensazione di dipendere anche dalle cose che non possiamo gestire. Il tentativo costante di tenere sotto controllo le cose fa perdere maggiormente il controllo: teniamo a mente la situazione, credo vissuta da tutti, in cui cerchiamo disperatamente una cosa e non la troviamo .. finché non smettiamo di cercarla!

    Ansia anticipatoria e profezie che si autoavverano

    L'ansia è lo spazio tra "adesso" e "poi" (Richard Abell): l’ansia si genera per l'eccessiva preoccupazione per il nostro futuro. Quando viviamo una condizione di incertezza (praticamente la condizione umana!!) è naturale pensare a ciò che succederà e questo crea in noi uno stato di apprensione e una determinata aspettativa. I problemi sorgono quando rimaniamo ingabbiati nel dubbio di 'cosa accadrà', quando ci creiamo delle aspettative positive che potranno essere deluse (perché sono nella nostra mente e non nella realtà) oppure quando pensiamo in modo pessimistico al futuro e ci creiamo delle aspettative negative. Addirittura scopriremo che la convinzione che accadranno cose negative  possono inconsapevolmente contribuire al fatto che si concretizzino proprio quegli scenari negativi immaginati: in psicologia si parla di profezie che si autoavverano

    Bias cognitivo e convinzioni irrazionali

    Il bias cognitivo in psicologia indica un pregiudizio che consente di prendere decisioni in modo rapido e senza fatica ma che possono indurre in errore.
    Il giudizio circa la possibilità che si verifichino o meno certi accadimenti così come le valutazioni che mettiamo in atto per prendere una decisione spesso non sono fondate su dati di realtàbensì su convinzioni irrazionali ed errate in quanto prodotte in assenza di sufficienti informazioni.

    Questo concetto si collega a quello delle aspettative trattato nel punto precedente: ad esempio valutiamo la probabilità che si verifichi un certo evento negativo solo perché nella nostra limitata esperienza ci è capitato di assistere a quell'evento più volte e abbiamo tratto la convinzione che sia statisticamente più probabile che si verifichi rispetto ad un altro evento magari più positivo.. in realtà non c'è nessuna legge statistica a supporto di quel ragionamento.

    Questi meccanismi ci fanno vivere in una condizione di attesa del negativo e quindi di timore e paura del futuro, dimenticandoci che siamo giunti a quella preoccupazione sulla base di una mera interpretazione di insufficienti  informazioni  a disposizione!

    Vi chiedo di dare il vostro prezioso contributo sull'argomento trattato, indicando nei commenti o in mail inviate al mio indirizzo, quali cause trovate più rispondenti a quelle che pensate essere le cause della vostra ansia. Indicate inoltre ulteriori cause che voi individuate e che non sono state citate. Darò inizio alla prossima 'puntata' riprendendo le cause da voi indicate e commentate per poi concentrarci su alcune delle possibili strategie per la gestione dell'ansia e per una migliora convivenza con questo nostro sentire e guardare il mondo con gli occhiali dell'ansia.

    Vi aspetto al prossimo articolo, il quarto ed ultimo della serie

    Ansia, no grazie

    A presto!

    Daniela La Porta

    mail: danielalaportapsi@gmail.com

    Sabato, 07 Luglio 2018 da Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
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  • Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Domenica, 11 Maggio 2014 4 risposte

    Gentile dott. Pacini credo che il suo atteggiamento sia un po' indisponente. Non è necessario utilizzare farmaci per il trattamento del DPTS, soprattutto se il paziente vorrebbe evitare. La psicoterapia cognitivo comportamentale associata all'EMDR è un valido aiuto per affrontare e superare le difficoltà che il disturbo comporta. É il terapeuta che, in accordo con il paziente, indica se è necessario o meno un supporto farmacologico. Ovviamente ci sono altri trattamenti altrettanto validi ma consiglio solo ciò che conosco e che ha una base scientifica.

    Ultima risposta di Dott.ssa Luana Buono (psicologa) il Sabato, 03 Febbraio 2018
  • Alexarzano
    Depressione ansia
    Iniziata da Alexarzano Domenica, 05 Novembre 2017 1 Risposta

    Salve, allora l'ansia e l'apprensione in questi casi sono assolutamente normali, a maggior ragione se in prima linea il medico fa scattare delle paure e si pone in modo allarmante. Detto ciò, lei ha sentito un secondo parere, questa volta però di un esperto, ed ha escluso qualsiasi patologia o qualsiasi altro campanello d'allarme. In questi casi si scatena in noi un accumulo di energie rivolte verso quel determinato pensiero, tanto da farci dimenticare il resto.
    Il mio consiglio è, in primis, quello di cercare di allontanare questi pensieri, sicuramente non sarà facile, ma può provare magari a concentrare le sue energie sul lavoro, su un hobby in particolare o anche svolgendo attività fisica, perchè in questi casi è importante capire che lei non sta realmente male, bensì tutto ciò che lei prova è solamente nella sua testa, in quanto lo specialista ha escluso qualsiasi patologia grave che possa essere ricollegata ai risultati delle analisi. Ma le ha solamente consigliato di tenersi sotto controllo, quindi ciò che lei deve capire è il fatto che sta bene ed è in buona salute.
    In secondo luogo, qualora non sia sufficiente concentrare la propria attenzione alle attività sopra citate, potrebbe aiutarla la tecnica del training autogeno, una tecnica proprio di rilassamento che permette di ritrovare un benessere psicofisico, gestire lo stress e l'ansia. E' un esercizio che può essere fatto anche da soli in quanto abbastanza semplice e della durata di 10-15 minuti, ma dal momento che lei accusa anche uno stato di ipocondria legato alla preoccupazione, potrebbe provare a fare qualche esercizio di training rivolgendosi ad uno specialista, che sia psicologo o psicoterapeuta, della sua zona in modo da poter alleviare la tensione. In seguito può anche ripetere gli esercizi in maniera indipendente.
    Prima però di ricorrere a questo, le consiglio di mettere in atto il primo punto da me suggerito e concentare l'attenzione "sentendo" il suo corpo e la sua mente, sentendo che sta bene, vivendo il suo lavoro, la sua famiglia e i suoi hobby al massimo e vedrà che la tensione e l'ansia lasceranno spazio al benessere, perchè se concentra le sue energie su altro non avrà tempo di sprecare energie per la paura e l'ansia legate ai risultati, fissi l'attenzione non su ciò che ha detto il medico ma su quello che le ha detto lo specialista.

    Ultima risposta di MariaRita il Martedì, 07 Novembre 2017
  • Carlo
    Ansia anticipatora ed attacchi di panico
    Iniziata da Carlo Domenica, 22 Gennaio 2017 1 Risposta

    Buongiorno Carlo. Innanzitutto il nome corretto della molecola è inositolo. Non isonitolo. E il suo medico, che conosce la sua storia clinica, potrà consigliarla al meglio su dosaggi ed efficacia di un nutriente vitamino- simile che alcuni siglano come vitamina B7. Dal punto di vista psicologico, è importante comprendere la relazione tra ansia anticipatoria ed attacco di panico, quante volte si manifesta l'attacco, in quali circostanze. Solo in questo modo si possono comprendere meglio le cause che legano l’attacco di panico allo stato ansioso anticipatorio, (che non sono mai casuali) e al fine di cercare rimedi e soluzioni per superare la criticità. Spesso si ricorre a rimedi di tipo farmacologico, molto utili per gestire gli impegni quotidiani e per non privare la persona di quelle autonomia necessarie per un buon adattamento alla realtà quotidiana; ma per risolvere definitivamente le cause legate all’ansia che poi scatenano gli attacchi di panico è indispensabile che ogni persona comprenda i meccanismi all’origine della manifestazione. Un qualunque sintomo è come un "allarme" che si attiva per parlarci di noi. In realtà è un "alleato" ed è importante imparare ad ascoltarlo per dar voce alla paura, alla sofferenza, al dolore, a tutto ciò che prende spazio nell'inconscio e fatica ad arrivare alla consapevolezza.… E' importantissimo imparare a conoscersi e soprattutto a riflettere in maniera consapevole sulla propria vita, le relazioni passate e presenti, gli obiettivi. Per questa ragione una psicoterapia può dare queste risposte perché direttamente rivolta ad individuare e rimuovere le cause profonde e potenzialmente scatenanti tale situazione. Buona giornata!

    Ultima risposta di Elisa Stefanati il Martedì, 24 Gennaio 2017
  • Luigi
    Integratori per stato Di ansia/stress
    Iniziata da Luigi Mercoledì, 15 Giugno 2016 1 Risposta

    Caro Luigi, premetto che non sono un dottore, tuttavia posso affermare con buona sicurezza che la sostanza da te citata, anche nota come fluoxetina, appartiene alla classe di molecole definite SSRI ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. La loro azione comporta che il neurotrasmettitore definito serotonina non venga allontanato dal sistema nervoso. La serotonina che non viene allontanata si lega ai recettori sui neuroni e ne inibisce l'eccessiva scarica tipica di stati depressivi ed ansiosi, Per concludere la molecola da te citata viene impiegata come antidepressivo tuttavia è spesso utilizzata a dosi minori (negli integratori appunto) come ansiolitico e calmante. Spero di essere stato abbastanza chiaro anche perché spiegare come queste molecole agiscono sul cervello in parole semplici non è facile

    Ultima risposta di Dario Di Pietro il Giovedì, 16 Giugno 2016
  • emy
    attacchi di panico
    Iniziata da emy Martedì, 05 Marzo 2013 2 risposte

    Gentile Emy,
    la diagnosi è indispensabile per poter definire una cura che porti ad una guarigione, se non altro a capire se quanto lamenta è curabile oppure guaribile e pure (soprattutto in caso di valutazione cognitivo comportamentale) anche in quale percentuale
    dr paolo zucconi psicoterapeuta a udine

    Ultima risposta di Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale) il Domenica, 25 Gennaio 2015
  • Gianna
    Tremore alle gambe e nausea
    Iniziata da Gianna Lunedì, 22 Dicembre 2014 1 Risposta

    Carissima Gianna, senza dubbio i sintomi da lei descritti sono molto generici e potrebbero dipendere sia da uno stato ansioso che da una sindrome influenzale a carico dell'intestino (specialmente la nausea in quest'ultimo caso).
    Una volta passato il virus, dovrebbe verificare se i sintomi persistono per capire se la causa principale del malessere può essere l'ansia da lei segnalata.

    Ci faccia sapere, i nostri specialisti sono a sua disposizione per qualsiasi dubbio!

    Una buona giornata da tutto lo staff di okmedicina.it

    Ultima risposta di Debora3 il Martedì, 23 Dicembre 2014
  • mipar40
    dismettere l'alprazolam
    Iniziata da mipar40 Mercoledì, 09 Luglio 2014 1 Risposta

    Gentile Mipar,
    in genere questo tipo di farmaco va dismesso gradualmente e sotto la guida di uno psichiatra (possibilmente lo stesso che glielo ha prescritto).
    Lei ha solo consultato occasionalmente degli specialisti?

    Ultima risposta di Debora3 il Mercoledì, 09 Luglio 2014
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Lunedì, 12 Maggio 2014 2 risposte

    Grazie Dott. Simone!

    Ultima risposta di maria il Martedì, 13 Maggio 2014
  • marisa
    fame d'aria
    Iniziata da marisa Sabato, 25 Gennaio 2014 3 risposte

    Rimosso

    Ultima risposta di Dott. Marco Zappalà Psicologo il Mercoledì, 30 Aprile 2014
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