cover photo

Disturbi d'ansia e attacchi di panico

Iscriviti al Gruppo

Risponde il dott. Pacini

Categoria
Psicologia
Creato
Martedì, 13 Novembre 2012
Amministratori Gruppo
Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa), Sperelli, Dr. ssa Paola Uriati (psicologa), Isabel Zolli, Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta , MariaRita
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
    Ansia in ferie ...incredibile ma vero!

    Risultati immagini per attacco d'ansia nel momento di relax

    Sebbene incredibile da credere e triste da pensare, non di rado mi accade di ascoltare dai miei pazienti o dalle persone che incontro questo tipo di frase: “da oggi sono in ferie: sono contento ma... ho una sensazione di vuoto, di tensione, di preoccupazione di fondo che non riesco a spiegarmi.... tanto ad aspettare questo momento ed ora? Non è possibile che mi senta così in ansia!”

    A volte questo disturbo "attacca" proprio quando cala la tensione, come in vacanza o durante un week end.

    Ansia da relax? Sembra un paradosso ma in un certo senso è così, per alcune persone più di altre.

    A dispetto di quanto si pensi, sono diversi i casi in cui si manifesta uno stato ansioso proprio nei momenti in cui ci si rilassa, ci si svaga o si sta senza far niente. Come è possibile? La nostra società ci abitua ad una vita frenetica per più di 250 giorni su 365, senza contare che anche durante i we dell'anno è difficile sentirsi veramente rilassati.

    Le persone sono solitamente abituate a vivere la propria vita in continua attività, per di più frenetica.

    Se a questo si aggiungono delle caratteristiche personali di natura psicologica e delle situazioni stressanti per loro natura ecco che le persone si 'abituano' a vivere in una condizione di perenne tensione e anche quando questo apparente equilibrio si mantiene durante l'anno (mi duole considerare che l'ansia come patologia è sempre più diffusa oggigiorno, purtroppo), ecco che raggiunte le fatidiche vacanze può sopraggiungere un vero e proprio stato di ansia per una condizione a cui non si è abituati: quella di non avere i soliti impegni scadenzati e la solita fretta; quella di non sapere cosa significa la noia e il vuoto.

    Risultati immagini per paura del vuoto

    Ecco la parola più temuta: il vuoto. E' proprio la paura di questo sconosciuto ad essere la causa dell'incapacità di godersi il relax, di lasciare la mente libera da pensieri, di fare cose non programmate, di accettare gli imprevisti, di non sapere cosa fare..

     Dunque se è vero che l'ansia a volte ci segue anche in vacanza è importante saperlo e ed imparare ad affrontarla.

    Cercheremo di capire cosa è utile sapere e quali strategie usare per frenare l'ansia anche quando si crede di essere in totale relax o quando si vorrebbe essere rilassati ma il fatto stesso di cercare il relax ci mette ansia..

    Ci faremo aiutare dallo psicoterapeuta e psicoanalista di gruppo Adriano Formoso, autore del libro “Nascere a tempo di Rock”. Il Dott. Formoso spiega perché l'ansia a volte ci segue anche in vacanza e cosa è importante sapere per poterla affrontare.


    Risultati immagini per nascere a tempo di rock

    Milano, 01 agosto 2018 – Avete preparato le valigie, avete sistemato meticolosamente tutto quello che avete deciso di portarvi e avete anche ricontrollato se c'è proprio tutto quello che volevate portarvi prima di chiudere la zip. Ma...ecco che dopo qualche ora ritornate a ricontrollare tutto, per vedere se manca qualcosa, e decidete di aggiungere anche solo una cosa, “perché non si sa mai”. E ripartono le stesse domande sul gas, l'acqua, le finestre, la vicina...


    Anche in vacanza potreste soffrire di ansia generalizzata rinunciando a molte opportunità piacevoli per la paura di ciò che non siete in grado di prevedere ma che vi spaventa molto” - spiega il Dott. Formoso.

     

    Spesso l’ansia in vacanza è prodotta dal bisogno di organizzare il tempo libero e dalla paura di non saper riempire i tempi vuoti. Questo processo può trasformare le vostre ferie in una esperienza psicologicamente faticosa invece di vivere un sano momento di riposo.

    In alcuni casi le vacanze aiutano a stare meglio e a debellare i sintomi dell'ansia che ci perseguitano nelle nostre città ma non sempre le vacanze sono un valido rimedio. Talvolta diventano un'ulteriore causa scatenante in cui esprimiamo la nostra vulnerabilità ritrovandoci in preda all’insicurezza, all'agitazione e alla paura immotivata.


    Ecco cosa è utile sapere per affrontare l'ansia se non ci abbandona neppure in vacanza

     

    Risultati immagini per lista
    Non vergognarsi:
    quando è l'ansia a rovinare l'esistenza è necessario avere il coraggio di considerarlo un disagio di cui non vergognarsi, chiedendo aiuto prima di tutto alle persone più vicine e amate. Una caratteristica delle persone che soffrono di ansia è che vogliono fare tutto da soli. E' molto importante imparare a delegare compiti alle persone di cui si fidano di più.


    Non avere tutto sotto controllo:
    lasciar andare che la vacanza si presenti con quanto di più spontaneo possa manifestarsi, fermandosi ad ascoltare quello che sentite all’esterno di voi (guardate piccoli dettagli del paesaggio e intorno a voi, non restate chiusi nella vostra testa con i vostri loop di pensieri).


    Non lasciar decidere tutto agli altri:
    individuare innanzitutto i propri bisogni, raggiungendo compromessi con chi si è in vacanza insieme. E’ utile talvolta non sentirsi in colpa se ci si separa momentaneamente dal gruppo o dalla propria famiglia per dedicarci a quel che desideriamo di più fare.


    Praticare uno sport:
    aiuta a liberare l'ansia e lo stress accumulato durante il giorno. Meglio che siano esercizi intensi, anche se durano solo mezz'ora, così da rilasciare una grande quantità di endorfine.

    Respirare lentamente e profondamente:
    serve a rilassarsi e a prendere il controllo di ogni situazione. Meglio se con gli occhi chiusi pensando solo ai movimenti del corpo. Verrà bilanciata la mente e recuperata energia e benessere.

     

    Anche la meditazione può essere di aiuto: è più che stare seduti nella posizione del loto e chiudere gli occhi. È un modo per raggiungere una crescita spirituale e già con soli 20 minuti al giorno può ridurre lo stress e l'ansia. Un aiuto in tal senso può venire dagli esercizi di rilassamento indicati nel libro “Nascere a tempo di rock”.

    Risultati immagini per punto interrogativo


    Le cause

    Le cause psicologiche condizionano il funzionamento biologico e talvolta il funzionamento biologico viene ereditato. Natura e cultura vanno di pari passo” - spiega il Dott. Formoso.

    Alcune carenze dovute all’attaccamento della prima infanzia o l’essere stati esposti a una fonte di stress acuto intenso, possono attivare dei processi neurofisiologici che si trasformano in agitazione e paura. Questo portandoci a vivere con una scarsa capacità di adattamento, persino in un luogo meraviglioso di villeggiatura, rendendoci ipersensibili agli stimoli esterni e rendendoci tendenzialmente nervosi e preoccupati.


    Cosa fare
    Il Dott. Formoso consiglia: Parlatene con il vostro medico di famiglia che potrà consigliarvi un collega specializzato per poter affrontare le cause del vostro disturbo. Sarà sicuramente in grado di affidarvi a specialisti che vi informeranno della necessità di associare delle sedute di psicoterapia alla terapia farmacologica, evitando il rischio di cadere nella dipendenza da benzodiazepine”.

    Questi farmaci sono molto utili in casi estremi ma solo come supporto a una psicoterapia e non possono essere considerati una soluzione definitiva al problema.


    Quale tipo di ansia
    La sofferenza causata dall'ansia può essere acuta o generalizzata. L'ansia acuta si manifesta con i famosi attacchi di cui si sente spesso parlare. Spaventano molto e lasciano la paura che possano ripresentarsi e ripetersi in modo irregolare. L'ansia generalizzata invece è sempre presente e non si manifesta con attacchi intensi ma chi ne soffre resta in uno stato continuo di allerta e soprattutto di tensione emotiva.


    Cosa si rischia se si trascura
    L'ansia è una vera e propria patologia psicologica che deve essere curata perché se trascurata può degenerare portando a conseguenze come la depressione talvolta anche quella definita cronica favorendo la comparsa di disturbi organici di somatizzazione e accentuando la diminuzione delle difese del sistema immunitario.


    Come capire se è da curare o no
    Bisogna verificare da quanto tempo dura l'ansia e a che cosa è dovuta. Se persiste da più di un mese è bene cominciare a fare degli accertamenti “soprattutto - come suggerisce il Dott Formoso - se all'origine non c'è una motivazione precisa che voi riconoscete come causa di averla scatenata”


    Quale “auto-aiuto” aspettando il trattamento con uno specialista
    Un primo intervento di auto-aiuto si è rivelato il metodo neuropsicofonico sviluppato dal Dott. Formoso. Consiste nell'ascoltare una serie di suoni e frequenze all'interno di melodie musicali e di suoni particolari che agiscono direttamente sulla produzione delle sostanze chimiche nel nostro corpo.
    E' proprio il cervello la nostra “scatola nera” responsabile della maggior parte dei processi neurofisiologici e pertanto si sono rivelate valide altre tecniche psicofisiologiche come lo Yoga o la distensione immaginativa di cui alcuni esercizi vengono rivelati nel libro “Nascere a tempo di Rock”.

     

    Un cordiale saluto

    Dott.ssa Daniela La Porta

    Martedì, 21 Agosto 2018 da Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta
  • Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta
  • Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta
  • Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta
  • Astrid2014
  • Astrid2014
  • Isabel Zolli
  • Natural Biogena
  • vsb
  • Debora3
  • Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale)
  • Sperelli
  • Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
    Le fobie specifiche: Anginofobia
    Mercoledì, 12 Febbraio 2014 da Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
    Attacco di Panico
    Martedì, 21 Gennaio 2014 da Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
    Attacco di Panico
    Martedì, 21 Gennaio 2014 da Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
    Training Autogeno
    Martedì, 07 Gennaio 2014 da Fabio Pasca
  • Fabio Pasca
    Panico e Thanatos
    Venerdì, 13 Dicembre 2013 da Fabio Pasca
Visualizza tutti gli articoli Visualizzando 24 di 24 Articoli
  • Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Domenica, 11 Maggio 2014 4 risposte

    Gentile dott. Pacini credo che il suo atteggiamento sia un po' indisponente. Non è necessario utilizzare farmaci per il trattamento del DPTS, soprattutto se il paziente vorrebbe evitare. La psicoterapia cognitivo comportamentale associata all'EMDR è un valido aiuto per affrontare e superare le difficoltà che il disturbo comporta. É il terapeuta che, in accordo con il paziente, indica se è necessario o meno un supporto farmacologico. Ovviamente ci sono altri trattamenti altrettanto validi ma consiglio solo ciò che conosco e che ha una base scientifica.

    Ultima risposta di Dott.ssa Luana Buono (psicologa) il Sabato, 03 Febbraio 2018
  • Alexarzano
    Depressione ansia
    Iniziata da Alexarzano Domenica, 05 Novembre 2017 1 Risposta

    Salve, allora l'ansia e l'apprensione in questi casi sono assolutamente normali, a maggior ragione se in prima linea il medico fa scattare delle paure e si pone in modo allarmante. Detto ciò, lei ha sentito un secondo parere, questa volta però di un esperto, ed ha escluso qualsiasi patologia o qualsiasi altro campanello d'allarme. In questi casi si scatena in noi un accumulo di energie rivolte verso quel determinato pensiero, tanto da farci dimenticare il resto.
    Il mio consiglio è, in primis, quello di cercare di allontanare questi pensieri, sicuramente non sarà facile, ma può provare magari a concentrare le sue energie sul lavoro, su un hobby in particolare o anche svolgendo attività fisica, perchè in questi casi è importante capire che lei non sta realmente male, bensì tutto ciò che lei prova è solamente nella sua testa, in quanto lo specialista ha escluso qualsiasi patologia grave che possa essere ricollegata ai risultati delle analisi. Ma le ha solamente consigliato di tenersi sotto controllo, quindi ciò che lei deve capire è il fatto che sta bene ed è in buona salute.
    In secondo luogo, qualora non sia sufficiente concentrare la propria attenzione alle attività sopra citate, potrebbe aiutarla la tecnica del training autogeno, una tecnica proprio di rilassamento che permette di ritrovare un benessere psicofisico, gestire lo stress e l'ansia. E' un esercizio che può essere fatto anche da soli in quanto abbastanza semplice e della durata di 10-15 minuti, ma dal momento che lei accusa anche uno stato di ipocondria legato alla preoccupazione, potrebbe provare a fare qualche esercizio di training rivolgendosi ad uno specialista, che sia psicologo o psicoterapeuta, della sua zona in modo da poter alleviare la tensione. In seguito può anche ripetere gli esercizi in maniera indipendente.
    Prima però di ricorrere a questo, le consiglio di mettere in atto il primo punto da me suggerito e concentare l'attenzione "sentendo" il suo corpo e la sua mente, sentendo che sta bene, vivendo il suo lavoro, la sua famiglia e i suoi hobby al massimo e vedrà che la tensione e l'ansia lasceranno spazio al benessere, perchè se concentra le sue energie su altro non avrà tempo di sprecare energie per la paura e l'ansia legate ai risultati, fissi l'attenzione non su ciò che ha detto il medico ma su quello che le ha detto lo specialista.

    Ultima risposta di MariaRita il Martedì, 07 Novembre 2017
  • Carlo
    Ansia anticipatora ed attacchi di panico
    Iniziata da Carlo Domenica, 22 Gennaio 2017 1 Risposta

    Buongiorno Carlo. Innanzitutto il nome corretto della molecola è inositolo. Non isonitolo. E il suo medico, che conosce la sua storia clinica, potrà consigliarla al meglio su dosaggi ed efficacia di un nutriente vitamino- simile che alcuni siglano come vitamina B7. Dal punto di vista psicologico, è importante comprendere la relazione tra ansia anticipatoria ed attacco di panico, quante volte si manifesta l'attacco, in quali circostanze. Solo in questo modo si possono comprendere meglio le cause che legano l’attacco di panico allo stato ansioso anticipatorio, (che non sono mai casuali) e al fine di cercare rimedi e soluzioni per superare la criticità. Spesso si ricorre a rimedi di tipo farmacologico, molto utili per gestire gli impegni quotidiani e per non privare la persona di quelle autonomia necessarie per un buon adattamento alla realtà quotidiana; ma per risolvere definitivamente le cause legate all’ansia che poi scatenano gli attacchi di panico è indispensabile che ogni persona comprenda i meccanismi all’origine della manifestazione. Un qualunque sintomo è come un "allarme" che si attiva per parlarci di noi. In realtà è un "alleato" ed è importante imparare ad ascoltarlo per dar voce alla paura, alla sofferenza, al dolore, a tutto ciò che prende spazio nell'inconscio e fatica ad arrivare alla consapevolezza.… E' importantissimo imparare a conoscersi e soprattutto a riflettere in maniera consapevole sulla propria vita, le relazioni passate e presenti, gli obiettivi. Per questa ragione una psicoterapia può dare queste risposte perché direttamente rivolta ad individuare e rimuovere le cause profonde e potenzialmente scatenanti tale situazione. Buona giornata!

    Ultima risposta di Elisa Stefanati il Martedì, 24 Gennaio 2017
  • Luigi
    Integratori per stato Di ansia/stress
    Iniziata da Luigi Mercoledì, 15 Giugno 2016 1 Risposta

    Caro Luigi, premetto che non sono un dottore, tuttavia posso affermare con buona sicurezza che la sostanza da te citata, anche nota come fluoxetina, appartiene alla classe di molecole definite SSRI ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. La loro azione comporta che il neurotrasmettitore definito serotonina non venga allontanato dal sistema nervoso. La serotonina che non viene allontanata si lega ai recettori sui neuroni e ne inibisce l'eccessiva scarica tipica di stati depressivi ed ansiosi, Per concludere la molecola da te citata viene impiegata come antidepressivo tuttavia è spesso utilizzata a dosi minori (negli integratori appunto) come ansiolitico e calmante. Spero di essere stato abbastanza chiaro anche perché spiegare come queste molecole agiscono sul cervello in parole semplici non è facile

    Ultima risposta di Dario Di Pietro il Giovedì, 16 Giugno 2016
  • emy
    attacchi di panico
    Iniziata da emy Martedì, 05 Marzo 2013 2 risposte

    Gentile Emy,
    la diagnosi è indispensabile per poter definire una cura che porti ad una guarigione, se non altro a capire se quanto lamenta è curabile oppure guaribile e pure (soprattutto in caso di valutazione cognitivo comportamentale) anche in quale percentuale
    dr paolo zucconi psicoterapeuta a udine

    Ultima risposta di Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale) il Domenica, 25 Gennaio 2015
  • Gianna
    Tremore alle gambe e nausea
    Iniziata da Gianna Lunedì, 22 Dicembre 2014 1 Risposta

    Carissima Gianna, senza dubbio i sintomi da lei descritti sono molto generici e potrebbero dipendere sia da uno stato ansioso che da una sindrome influenzale a carico dell'intestino (specialmente la nausea in quest'ultimo caso).
    Una volta passato il virus, dovrebbe verificare se i sintomi persistono per capire se la causa principale del malessere può essere l'ansia da lei segnalata.

    Ci faccia sapere, i nostri specialisti sono a sua disposizione per qualsiasi dubbio!

    Una buona giornata da tutto lo staff di okmedicina.it

    Ultima risposta di Debora3 il Martedì, 23 Dicembre 2014
  • mipar40
    dismettere l'alprazolam
    Iniziata da mipar40 Mercoledì, 09 Luglio 2014 1 Risposta

    Gentile Mipar,
    in genere questo tipo di farmaco va dismesso gradualmente e sotto la guida di uno psichiatra (possibilmente lo stesso che glielo ha prescritto).
    Lei ha solo consultato occasionalmente degli specialisti?

    Ultima risposta di Debora3 il Mercoledì, 09 Luglio 2014
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Lunedì, 12 Maggio 2014 2 risposte

    Grazie Dott. Simone!

    Ultima risposta di maria il Martedì, 13 Maggio 2014
  • marisa
    fame d'aria
    Iniziata da marisa Sabato, 25 Gennaio 2014 3 risposte

    Rimosso

    Ultima risposta di Dott. Marco Zappalà Psicologo il Mercoledì, 30 Aprile 2014
Visualizza tutte le domande Visualizzando 10 di 28 domande

Tour del sito