Rischio di fratture per i malati di cancro

Venerdì, 02 Dicembre 2022

C’è un nesso fra la diagnosi di cancro e la possibilità futura di subire una frattura. Lo segnala un nuovo studio pubblicato su Jama Oncology da un team dell’American Cancer Society guidato da Erika Rees-Punia, che spiega: «Questi risultati sono importanti poiché si prevede che il numero di sopravvissuti al cancro che vivono negli Stati Uniti arriverà fino a 26,1 milioni entro il 2040. Ricerche come questa servono a trovare modi per consentire ai sopravvissuti al cancro di avere una migliore qualità di vita dopo la loro diagnosi».


Gli scienziati hanno analizzato i dati dei partecipanti al Cancer Prevention Study-II Nutrition Coort e quelli relativi alle richieste a Medicare fra il 1997 e il 2017. È stata studiata l’associazione fra la diagnosi di cancro e il rischio di fratture pelviche, radiali e vertebrali, mettendolo a confronto con quello di soggetti adulti senza storia di cancro.
Sono state valutate anche le differenze nel rischio di frattura stratificate per comportamenti modificabili, trattamento e tipo di cancro. I risultati indicano che sui 92.431 partecipanti, 12.943 avevano subito una frattura ossea correlata alla fragilità, quindi non di natura traumatica.
I sopravvissuti al cancro a cui era stato diagnosticato entro un periodo di cinque anni un cancro in stadio avanzato avevano il rischio più alto di frattura. Il rischio si concentrava soprattutto nell’area vertebrale e pelvica. I pazienti con cancro sono stati poi suddivisi in due sottogruppi, a seconda del fatto che fossero stati o meno sottoposti a chemioterapia. Chi aveva ricevuto la chemio mostrava un rischio maggiore rispetto a chi aveva superato il cancro grazie ad altre terapie o al semplice intervento chirurgico.
Inoltre, l’attività fisica è risultata associata a un rischio più basso di frattura, mentre essere fumatore alzava il rischio anche a 5 o più anni dalla diagnosi. «Ci auguriamo che i nostri risultati forniscano indicazioni cliniche sulla prevenzione delle fratture, con piani che potrebbero incorporare l'attività fisica e programmi per smettere di fumare», concludono gli autori.

Non sei iscritto, partecipa a Okmedicina!

Autore

Sperelli

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito

Chi è in linea