Ansia e depressione aumentano il rischio di demenza

Mercoledì, 04 Gennaio 2023

Il rischio di demenza è aumentato nelle persone che da giovani riferiscono di subire un disagio psicologico. A dirlo è uno studio apparso su Jama Network Open da un team della University of Helsinki guidato da Sonja Sulkava, che spiega: «Il disagio psicologico può essere strettamente correlato all'insonnia, che a sua volta può alzare il rischio per i problemi di memoria. Il disagio psicologico può anche portare ad altri comportamenti malsani o all'evitamento dello screening medico, il che aumenta il rischio di demenza».

 

L’analisi ha coinvolto 67.688 soggetti che hanno partecipato ai sondaggi dello studio nazionale FINRISK. I dati sono stati collegati al registro sanitario finlandese per il follow up della demenza e della mortalità fino al 2017. Tra i quasi 68.000 partecipanti, circa 8.000 hanno ricevuto una diagnosi di demenza in un follow-up medio di 25 anni. Tuttavia, molti partecipanti (19.600) sono deceduti prima di poter essere valutati per la demenza. L'età media al momento del decesso senza demenza era di 71 anni, mentre l'età media all'esordio della demenza era di 79 anni.
Fra i sintomi riferiti a un’età inferiore ai 45 anni, l'esaurimento aumentava il rischio di demenza successiva del 17%, il nervosismo del 21%, gli stati depressivi del 22%, lo stress del 24%. «Dopo aver considerato questi fenomeni, riteniamo che i sintomi del disagio psicologico siano fattori di rischio eziologici per la demenza», affermano gli autori. «Questi risultati suggeriscono che per risolvere l'enigma che circonda l'associazione di depressione e ansia con il rischio di demenza, serve esaminare i modelli duraturi di percezione dell'ambiente interno ed esterno per lunghi periodi, e attraverso varie fasi del ciclo di vita», sostiene Yoram Barak, della University of Otago di Dunedin (Nuova Zelanda), in un editoriale di accompagnamento. «La reazione bio-psicosociale e la gestione dello stress sono probabilmente associate al rischio di sviluppare la demenza», conclude l'editorialista.

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Autore

Sperelli

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