Psicologia: quando è nata e come? Breve storia della disciplina

Venerdì, 30 Dicembre 2022

Lo studio della mente umana e dei suoi comportamenti ha da sempre suscitato l’interesse di grandi pensatori.
Già i più grandi filosofi, ai tempi dell’Antica Grecia, si sono posti interrogativi importanti e hanno tentato di sviluppare teorie riguardanti il comportamento umano, senza però conferire loro un fondamento scientifico.
Da allora fino ad oggi, questa disciplina si è evoluta nel tempo conoscendo vari stati di sviluppo: la costruzione di teorie fondate sull’applicazione della scienza, la formalizzazione del pensiero, la nascita di diversi rami della psicologia e della figura dello psicologo, fondamentale nel benessere degli individui, tanto da essere riconosciuta come professione sanitaria vera e propria.
Nel frattempo, infatti, le teorie sviluppate non hanno mai cessato di evolversi e hanno permesso l’istituzione di percorsi di studio dedicati e propedeutici per lo svolgimento della professione.

Conseguire un titolo di laurea in psicologia, di fatto, è fondamentale per praticare il mestiere dello psicologo, pertanto, frequentare le lezioni e approfondire le teorie diventa necessario per poterle applicare nello svolgimento del proprio lavoro.
L’ultima frontiera di questa evoluzione riguarda però non tanto i suoi contenuti quanto la modalità di apprendimento.
Già da diversi anni, infatti, è stato sdoganato lo studio della psicologia anche presso gli atenei online, con il loro innovativo approccio organizzativo improntato sulla fruizione dei corsi a distanza.
Studiare presso un'università telematica psicologia offre senza dubbio il vantaggio di poter organizzare nel migliore dei modi il tempo da dedicare all’università rispetto a quello da dedicare ad altre attività.
Per lasciarsi affascinare, però, da questa disciplina può essere interessante approfondire la sua storia, dalle origini ad oggi, passando per gli aspetti più importanti.

Come è nata la psicologia scientifica

Abbiamo già accennato al forte interesse che i grandi filosofi dell’antichità hanno nutrito nei confronti della mente umana, ma nessuno di loro si è mai approcciato allo sviluppo di una teoria in maniera scientifica. Bisogna, infatti, aspettare il XVI secolo, quando Filippo Melantone conia per la prima volta il termine psicologia.

È solo verso la metà dell’Ottocento, invece, che si inizia a parlare di psicologia scientifica moderna, quando medici, fisici, ma anche scienziati iniziano seriamente a occuparsi dello studio della mente, applicando le scienze naturali.
Un nome tra tutti? Charles Darwin, il primo a fare riferimento alla capacità umana e animale di manifestare emozioni attraverso i comportamenti.
A Wilhelm Wundt, invece, viene attribuita la paternità della psicologia a livello accademico, grazie al quale nacquero scuole e laboratori dedicati a questa disciplina.

La psicologia durante il Novecento

Durante il XX secolo il dibattito sulle teorie psicologiche diventa molto dinamico e frizzante, tanto da dare vita a numerosi nuovi orientamenti e scuole di pensiero. Queste spaziano dalla Gestalt, nata in Germania ad inizio Novecento con il suo studio della percezione e dell’esperienza, fino al Funzionalismo, che mette in collegamento i fenomeni psichici con la capacità dell’organismo di adattarsi all’ambiente circostante.

Anche i percorsi accademici sorti negli ultimi anni hanno di fatto settorializzato le teorie sul comportamento e lo studio della mente, per adattarlo alle diverse branche del lavoro e della vita degli individui.
Tutt’oggi, infatti, possiamo osservare forme di applicazione della psicologia a più livelli, dal lavoro al marketing, dalla scuola fino alla criminologia, senza dimenticare quella più puramente clinica e sanitaria.

 

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Autore

Sperelli

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